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Pisa

«Comune in ritardo sulla sistemazione degli uffici giudiziari»

«Comune in ritardo sulla sistemazione degli uffici giudiziari»

Affondo di Fi-Pdl: a Ospedaletto senza spazi per l’archivio Indicata la soluzione con gli immobili sfitti dell’ente

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PISA. Il gruppo consiliare Forza Italia – Pdl rimprovera al Comune di essere responsabile della situazione di disordine che ha investito il settore giudiziario della città in seguito all’accorpamento degli uffici giudiziari di Pontedera con Pisa.

Secondo i consiglieri del gruppo, il Comune avrebbe tardato troppo nel prendere in mano le redini della situazione, provocando rallentamenti e disagi che potevano essere evitati. La legge n. 148 del 2011, con la quale si dava il via ad una riduzione degli uffici giudiziari, ha avuto come conseguenza l’accorpamento della sezione distaccata di Pontedera a Pisa.

«Si è subito presentato il problema degli spazi – spiega il consigliere comunale Gino Logli – problema che tuttavia non ha ricevuto la dovuta attenzione da parte dell’amministrazione, la quale solo a settembre si è premurata di nominare due funzionari che si occupassero del trasloco del personale e del materiale di archivio».

Ad oggi gli archivi di Pontedera tardano ad essere spostati perché i locali di Ospedaletto, che avrebbero dovuto accogliere il materiale, si sono rivelati inadeguati, in quanto in grado di ospitare solo un terzo del volume cartaceo della sezione distaccata.

«In più, da settembre i giudici si sono visti costretti a rinviare le cause, essendo sprovvisti di uffici – ha continuato il consigliere Logli – . Fino a che non si è pensato di far spazio in Tribunale ai giudici pontederesi trasferendo la pg della Guardia di finanza e la polizia di Stato in altre sedi. Soluzione tampone a nostro avviso inopportuna, in quanto penalizza il corpo della polizia giudiziaria, smembrandolo».

Un altro aspetto che preoccupa i consiglieri del gruppo Forza Italia – Pdl è quello economico. Infatti, secondo una legge del 1941, se il trasloco dei beni compete al Ministero, l’onere di gestione dei locali delle sedi giudiziarie è invece a carico dei Comuni. Si tratta di una spesa elevata, e che si prospetta in crescita, sia in previsione di un aumento del numero degli uffici in seguito all’accorpamento, sia in vista dei tagli effettuati dallo Stato sulle quote che si impegna ad erogare annualmente in concorso alle spese comunali. Il gruppo ha fornito qualche dato economico: nel 2012 l’amministrazione pisana ha speso, per il funzionamento degli uffici giudiziari, 1,764 milioni di euro e nello stesso anno ha incamerato dal ministero di Grazia e Giustizia poco più di 600 mila euro. La quota effettiva spesa dal Comune ammonta dunque a più di un milione e centomila euro. L’onere più alto deriva dagli affitti: per il 2013 i soli affitti passivi ammontano a 874 mila euro.

«Eppure il Comune ha degli spazi che potevano essere adeguatamente liberati e utilizzati – ha fatto notare Logli – immobili che sono in vendita dal 2008. Uno di questi stabili è in via Coccapani, un altro è in via della Scuola, dunque nella zona del Tribunale». Un’altra proposta avanzata è quella di investire in quei palazzi di proprietà del demanio che sono a oggi vuoti: i soldi spesi per gli affitti permetterebbero di comprarli. Ultima, ma non meno sentita dai membri del gruppo, è la questione urbanistica: non è prevista nel piano regolatore un’area in cui collocare un nuovo edificio giudiziario, il che penalizzerebbe Pisa nel momento in cui il ministero dovesse aprire un bando per finanziare progetti di questo tipo. Tutte queste motivazioni hanno spinto il gruppo consiliare a sollevare la questione e a chiedere la discussione dell’argomento “sedi giudiziarie a Pisa” in consiglio Comunale.

Enza Chiappone

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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