Franceschini dà la carica a Mezzogiorno
Il nuovo capo arriva da Tramontana. «Basta anarchia, ora si cambia. Ma non ho la bacchetta magica»
PISA. «Non sono il salvatore della patria, né un mago che con la bacchetta magica risolve tutti i problemi di Mezzogiono. Ho accettato l'incarico di consigliere militare australe perchè il Gioco dell'anno scorso non mi ha divertito e dopo dieci anni di assenza penso di poter fare qualcosa per migliorarlo». A parlare è Alessandro Franceschini da un paio di mesi alla guida delle “forze militari” di Mezzogiorno reduci dalla disfatta del 2013. E' stato il luogotenente Francesco Bizzarri a volerlo fermamente nonostante che la sua vita di Gioco fosse tutta legata a Tramontana: prima come combattente (nei Mattaccini e poi nell’invincibile San Michele guidato da Antonio Pucciarelli), poi come capitano (nel 1995 ai Satiri contribuendo a riportarli al successo dopo una astinenza di ben dieci anni, poi due anni ai Mattaccini e altri due a San Michele al posto proprio di Pucciarelli). «Ho accettato di tornare in sella dopo dieci anni di assenza voluta – spiega – perchè l'edizione 2013 non mi è piaciuta. Penso di poter migliorare la parte militare di Mezzogiorno e quindi di conseguenza rendere più appassionante la sfida».
Come si riparte con 5 squadre su 6 reduci da sconfitte?
«Senza fare rivoluzioni ma cambiando decisamente registro a livello di gestione e di mentalità. I capitani saranno tutti confermati, ma si riparte da zero. Le squadre dovranno guadagnarsi in palestra la mia fiducia mettendo sempre al primo posto la Parte. Tutto questo in un clima di correttezza e trasparenza reciproca».
Che situazione ha trovato al suo arrivo a Mezzogiorno?
«La Parte era sfiduciata, ma soprattutto ho avuto la netta impressione che ognuno si gestisse in maniera anarchica senza pensare al bene di Mezzogiorno. Sono convinto di poter ripartire da una buona base con alcune squadre che in questi anni sono state purtroppo sacrificate e che invece costituiscono un punto di forza (leggi Dragoni). Per quanto riguarda il lavoro in palestra chiedo impegno e serietà e, ripeto, uno spirito di Parte. Da marzo mi metterò a lavoro anche per la “nazionale” che negli ultimi anni è stata spesso improvvisata».
E con Tramontana quali saranno i rapporti?
«Rapporti leali tra avversari leali, per il bene del Gioco. Ma con alcuni punti fermi: quest'anno le regole vanno rispettate senza interpretazioni. Qualche esempio? Il divieto di salire sul ponte agli ultracinquantenni e la questione del cambio di sponda dei combattenti. Le regole ci sono, rispettiamole. Poi sul ponte ci sono troppe persone che non hanno motivo di starci. Anche qui, applichiamo il regolamento».
Quale obiettivo si è dato per il Gioco 2014?
«Tornare competitivi è provare a vincere, pur ammettendo che Tramontana ha ancora qualcosa in più. Ma nel giro di due anni sono convinto che Mezzogiorno colmerà il divario. Anzi...». (d.b.)
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