Il Tirreno

Pisa

Pizza e baccalà all’ex fabbrica di cera che fu teatro privato

di Marco Barabotti

“La Cereria” in via Gori, in uno spazio singolare e ricco di storia. Claudio Rovina è il titolare e cuoco

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Per raggiungere il ristorante “La Cereria” in via Pietro Gori, si passa da un arco dove in alto c’è scritto “Teatro Redini”: sotto c’è una lunetta a tutto sesto in un bel legno intagliato raffigurante una delle muse dell’arte intenta a suonare la lira.

Qui, nel quartiere di San Martino, a inizio Novecento (fu inaugurato nel 1901) e fino alla Seconda Guerra Mondiale, c’era un teatro dove si mettevano in scena opere e operette, una sorta di “succursale” del più celebre teatro Verdi. Ma la singolarità che esso aveva è che a farlo costruire fu il celebre ortopedico Giuseppe Redini (proprietario di mezza via Gori) verso la fine dell’Ottocento: insomma, era un teatro di proprietà privata ma aperto al pubblico.

Sì, perché a questo luminare dell’ortopedia nonché melomane, piaceva arrivare in teatro (aveva naturalmente il suo palco privato) direttamente da casa sua, attraverso una piccola rampa di scale. Qui, dopo la Prima Guerra, c’era la casa e lo studio di un altro famoso pisano, nipote di Giuseppe Redini, ovvero uno dei maggiori incisori del Novecento: Giuseppe Viviani.

Del teatro sono rimaste le strutture cadenti (nell’ultima guerra venne trasformato in magazzino per gli alleati, poi in cinematografo, pista di pattinaggio e da ballo, infine in falegnameria: oggi è un rudere ma potrebbe presto tornare a nuova vita). Adiacente al teatro, sul declinare di un giardino, c’era una volta una cereria, aperta nel 1895. Dismessa diversi decenni fa, al suo posto nel 1985 è stato aperto un ristorante-pizzeria, raggiungibile attraverso una corte interna.

Il titolare e chef è Claudio Rovina, un pisano verace che ha una filosofia precisa: ingredienti freschi, prodotti di stagione, piatti semplici che si rifanno alla cucina pisana e toscana. La Cereria fa anche una delle pizze più buone della città, tanto che soprattutto nel fine settimana trovare un posto libero è quasi proibitivo.

«Visto il successo - dice Rovina - abbiamo aperto un’altra “Cereria” in viale Bonaini, locale che viene portata avanti da mio figlio Andrea. La cucina e la pizza sono le stesse: quest’ultima rigorosamente al tagliere, per apprezzarne profumi, aromi, odori e fragranze».

Claudio Rovina, che ha come aiuto in cucina la figlia Serena, non vuole pubblicizzare troppo alcuni suoi piatti, ma uno lo sveliamo: se amate il piccante dovete assolutamente ordinare la zuppa alla còrsa, è semplicemente fantastica. Come per la pizza non si può non prendere (magari in un secondo momento, vista la porzione industriale) “la pizzaccia della casa”, servita in un mega tagliere dove le varianti sono tante: al salame, al prosciutto, alle verdure, alla cipolla fresca e così via. Ma anche la cucina esprime la veracità del posto. Come le focacce di affettati, i crostoni di mare caldo, gli antipasti di terra misti.

Oltre alla “mitica” zuppa alla còrsa ci sono delle invitanti linguine allo scoglio, il risotto alla pescatora e un ammiccante piatto di paccheri alla pescatora. Di secondo c’è da sbizzarrirsi sul baccalà: ve lo possono fare in tutte le maniere e non ve ne pentirete. Altrimenti potete optare per una tagliata di manzo o di tonno, o su una zuppetta di mare.

Il menu è corto, ma sono tutti prodotti di stagione. C’è poi una signora silenziosa ma molto attiva che fa dei dolci di una freschezza e di una fragranza notevoli: dalla panna cotta, alla torta della casa, alla zuppa inglese e così via. Il rapporto qualità-prezzo è molto buono: tralasciando la pizza il cui prezzo si mantiene popolare nonostante il ricco tagliere, per un primo, secondo e dolce si spendono meno di 25 euro.

Appena fuori dal locale troviamo un altro pezzo di storia, oltre al teatro Redini: a cavallo dei due secoli questa era la strada dove si riunivano gli anarchici pisani, proprio nei locali del teatro. Non è un caso che la via (una volta si chiamava via San Giovannino) nell’immediato dopoguerra sia stata intitolata al “cavaliere” degli anarchici: Pietro Gori, ricordato anche con un’epigrafe sul muro a ridosso del teatro Redini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web