Italia
L’attenzione del prefetto sul rischio infiltrazioni
PISA. «Analizzando il contesto economico mi sono reso conto che era necessario predisporre una forma di vigilanza». Era il novembre 2012 e il prefetto Francesco Tagliente, insediatosi a giugno a...
PISA. «Analizzando il contesto economico mi sono reso conto che era necessario predisporre una forma di vigilanza».
Era il novembre 2012 e il prefetto Francesco Tagliente, insediatosi a giugno a Palazzo Medici, disse quello che in tanti non volevano sentir pronunciare. Soprattutto da un rappresentante delle istituzioni.
Con il senno di poi il campanello d’allarme suonato dal prefetto si è rivelato profetico. Pisa e il suo territorio possono essere vulnerabili al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata.
Appena arrivato, Tagliente costituì un "desk interforze antimafia" allargato alla magistratura fiorentina e pisana e alla Dia, tra Procura locale, forze di polizia territoriali e Centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia, «per monitorare l'eventuale ingresso nel tessuto economico locale della criminalità organizzata e adottare, di conseguenza, le opportune misure di prevenzione personali e patrimoniali». Non solo. È arrivato anche il “Protocollo della legalità che prevede, il monitoraggio di subentri ripetuti, da parte di società diverse o delle stesse società nella medesima licenza commerciale, all'interno di ristretti archi temporali, ma anche le ripetute volture di una stessa licenza per opera di società diverse. Oltre a questo l’aspetto più significativo è lo scambio di dati con la Camera di commercio e il suo registro delle imprese per tenere d’occhio i passaggi societari e i cambi di proprietà. Infine, è stata istituita la "White List", alla quale le imprese interessate possono iscriversi attraverso un applicativo predisposto dalla prefettura, accessibile tramite il proprio sito web. Nel novembre scorso la prefettura ha inoltre attivato il Sistema informatico denominato Ma.Cr.O. (Mappe della Criminalità Organizzata), per la realizzazione di una mappa dei sodalizi criminali, nell'ambito delle misure adottate per il potenziamento del contrasto al fenomeno mafioso, previste dal "Piano straordinario contro le mafie".(p.b.)
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