Se volete giocare ai campini del Cep fate il bonifico
Proteste per le modalità di pagamento voluta dal Comune Le associazioni sportive: «Un caso più unico che raro»
PISA. Una volta bastavano un pallone e dieci amici per improvvisare una partita di calcetto. Oggi, invece, bisogna passare prima in banca.
Il tempo modifica le abitudini, è vero, ma la scelta dell'amministrazione comunale di far pagare con bonifico bancario l'affitto dei nuovi “campini” del Cep appare tanto insolita quanto strana.
Il Comune, gestore “pro-tempore” degli impianti sportivi aperti nei giorni scorsi (il bando pubblico per l'affidamento dei “campini” sarà pubblicato probabilmente a giugno), ha deciso, infatti, così come riportato nel comunicato diffuso da Palazzo Gambacorti, che la quota di affitto dei nuovi campi del quartiere popolare va versata tramite bonifico bancario (il Comune, tra l'altro, ha fornito il numero Iban, ma non l'intestatario del conto) e la ricevuta consegnata prima dell'inizio della partita come attestazione del pagamento.
In pratica, le squadre, prima di presentarsi al campo, devono prenotare telefonicamente l'impianto sportivo, fare un salto in banca per versare la somma dovuta e presentare la ricevuta prima di giocare. Una modalità insolita rispetto al “normale” pagamento in contanti dell'affitto di un impianto sportivo, che, secondo i più, può risultare controproducente e disincentivare molti a “scendere in campo”, visto che ad usufruire dei campi sono soprattutto ragazzi e minori.
Gli enti di promozione sportiva del territorio definiscono «unica», almeno a livello provinciale, la decisione assunta dal Comune.
Secondo le associazioni sportive, infatti, in tutti gli impianti sportivi i pagamenti avvengono tramite contanti (in rari casi con bancomat o carte presso gli impianti forniti di pos) anche per accrescere e facilitare la partecipazione. Il pagamento con bonifico bancario avviene, raramente, solo nei casi in cui le spese di una squadra sono sostenute da uno sponsor che, tramite accordi con i gestori dell'impianto, decide di versare in un'unica soluzione, in genere annuale, la somma dovuta.
«È una procedura singolare quella scelta dall'amministrazione comunale – commenta Alfonso Nardella, presidente del Centro sportivo italiano (Csi) di Pisa -. Il pagamento tramite bonifico potrebbe risultare utile per gli adulti, ma sicuramente taglia fuori le fasce più giovani. In ogni caso – conclude Nardella – bisognerebbe capire perché l'amministrazione ha adottato questa formula».
La decisione apre un nuovo fronte di polemiche sul polo sportivo realizzato al Cep (il cui progetto definitivo prevede, su un'area di circa 28mila metri quadrati, un campo regolamentare di calcio, uno di calcio a sette e uno da calcetto, tutti attrezzati con spogliatoi, una palestra multifunzionale utilizzabile anche per la boxe e la voga a terra, un campo di bocce, un'area a verde attrezzato e parcheggi pubblici, con un investimento complessivo di 3,1 milioni di euro, diviso in due lotti), dopo quelle scoppiate nei mesi scorsi a seguito del ritardo nei lavori e dei necessari collaudi.
La questione del pagamento è stata evidenziata da Francesco Auletta, capogruppo del gruppo consiliare di Una città in comune-Rifondazione comunista, a seguito di un'interpellanza del consigliere di Noi Adesso Pis@ Raffaele Latrofa, discussa durante l'ultima seduta del consiglio comunale, sul presunto mancato collaudo tecnico-amministrativo dei “campini”.
Auletta, nei giorni scorsi, ha anche inviato una lettera al sindaco Marco Filippeschi e alla giunta per chiedere di «procedere celermente ad una modifica delle modalità di pagamento della struttura», ritenendo che il pagamento tramite bonifico sia «un vero e proprio ostacolo per l'utilizzo del campo, tanto più che fra i fruitori della struttura vi sono minorenni, di rado intestatari di conti correnti bancari».
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