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Pisa

Assegni, i futuri infermieri vincono il primo round

di Carlo Venturini
Assegni, i futuri infermieri vincono il primo round

Gli allievi del corso di laurea protestano in Regione contro i tagli al pagamento del tirocinio: «Ci hanno promesso che sarà trovata una soluzione»

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PISA. Agli studenti di Infermieristica va il primo round per il mantenimento dell’assegno di studio. «Abbiamo vinto la battaglia, ma non la guerra perché abbiamo incontrato funzionari regionali che per ora hanno “promesso” il mantenimento dell’assegno», dicono al ritorno da Firenze dove in Regione hanno incontrato il capo di gabinetto Ledo Gori.

Ogni anno viene erogato, attraverso un bando deliberato dalla Regione Toscana, un assegno di studio per gli allievi del corso di laurea in Infermieristica (a Pisa sono 1.591) degli atenei toscani, che prevede requisiti di accesso basati sul merito. Da quest’anno però, era intenzione della Regione, in collaborazione con gli atenei toscani, di inserire il finanziamento dei tirocini curricolari all’interno del progetto “Giovani Si”. Tale progetto ridurrebbe la quota prevista dagli assegni di merito, escluderebbe i primi due anni di tirocinio (equivalenti a 1.140 ore svolte) dalla retribuzione, porrebbe limiti di accesso arbitrari (età, incompatibilità con borse di studio, etc.) e sancirebbe la retribuzione come «non obbligatoria, ma a discrezione dell’Azienda».

Forti di queste argomentazioni, gli studenti sono andati a protestare sotto il palazzo della Regione con uno striscione con su scritto: “Basta sfruttamento, vogliamo il pagamento”. Una delegazione di studenti è stata ricevuta da Gori, da Marta Rapallini, dello staff della vicepresidenza, dal funzionario Franco Nardi, e da Alberto Zanobini, responsabile settore ricerche e innovazione risorse umane.

I futuri infermieri hanno discusso del tipo di tirocinio previsto dal loro corso di laurea, che si distingue da quello di altre facoltà, sia per la quantità di ore che devono essere svolte, sia per il carico di lavoro paragonabile a quello di un dipendente (vengono svolti turni di 42 ore settimanali obbligatorie, con turni notturni o nei giorni festivi). Per questi motivi dal 2001 la Regione ha istituito assegni di studio come minima retribuzione del lavoro svolto.

«Davanti all’evidente realtà dei fatti portata da noi futuri infermieri – spiegano gli studenti di ritorno da Firenze -, la Regione non ha potuto far altro che invertire la rotta, promettendo la delibera del bando degli assegni di studio per l’anno già svolto, 2012/2013, l’allargamento dei criteri di accesso al Progetto Giovani Sì per il terzo anno, e la garanzia di una nuova forma di retribuzione del pimo e del secondo anno per l’anno in corso e quelli futuri».

Decisioni, queste, che saranno approvate il 20 gennaio, giorno in cui gli studenti saranno nuovamente sotto i palazzi della Regione per verificare che le promesse si trasformino in realtà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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