Aeroporti: Pisa e Firenze in serie A, ma solo uniti
L’indicazione contenuta nel nuovo piano nazionale presentato dal ministro Lupi Il sottosegretario D’Angelis: «Nessuna concorrenza, Galilei scalo principale»
PISA. Gli aeroporti di Pisa e Firenze entrano nella serie A degli scali nazionali, ma a condizione che avvenga la piena integrazione tra Sat e Adf, le rispettive società di gestione. E comunque il Galilei, parola del sottosegretario D’Angelis, è riconosciuto come scalo principale della Toscana rispetto a Peretola. Dal rischio declassamento che emergeva dalle intenzioni dell’ex ministro Passera si arriva dunque alla promozione del sistema toscano nel nuovo piano nazionale degli aeroporti presentato ieri dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Al tempo stesso giunge un’altra spinta all’unione. Le grandi manovre in questo senso vanno avanti. E’ infatti al lavoro l’advisor nominato dalla Regione (la società Kpmg): il suo studio, che sarà pronto verso metà febbraio, dovrà indicare pro, contro e condizioni relativamente alla fattibilità di una holding in cui far confluire le partecipazioni pubbliche in Sat e AdF.
Il piano. Nel programma illustrato da Lupi al consiglio dei ministri sono undici gli scali definiti strategici (più ventisei di interesse nazionale). Il piano individua dieci bacini di traffico, con uno scalo strategico per bacino. Unica eccezione il Centro-Nord dove, oltre a Bologna, viene indicato Pisa-Firenze. La decisione, si legge nel piano, è stata presa «in considerazione delle caratteristiche morfologiche del territorio e della dimensione degli scali e a condizione, relativamente ai soli scali di Pisa e Firenze, che tra gli stessi si realizzi la piena integrazione societaria e industriale». Gli aeroporti strategici con i rispettivi bacini d’utenza sono Milano Malpensa (Nord-Ovest), Venezia (Nord-Est), Bologna e Pisa/Firenze (Centro-Nord), Roma Fiumicino (Centro), Napoli (Campania), Bari (Mediterraneo/Adriatico), Lamezia (Calabria), Catania (Sicilia Orientale), Palermo (Sicilia Occidentale), Cagliari (Sardegna).
Sindaco soddisfatto. «Essere classificati scalo strategico era il nostro obiettivo e dà fondamentali potenzialità di sviluppo e di concorso alle politiche dell’Unione Europea. La proposta del ministro Lupi è coerente con il lavoro fatto negli ultimi mesi e incoraggia a proseguire sulla strada dell’integrazione, per un polo aeroportuale toscano», è il commento del sindaco Marco Filippeschi. «In generale per la Toscana è strategico il rapporto di Firenze e della città metropolitana che si sta costituendo con Pisa e l’area vasta costiera. Di certo l’offerta aeroportuale segnerà il futuro della regione e delle nostre città», aggiunge il sindaco che ricorda gli investimenti «di dimensione eccezionale e fatti in autofinanziamento» in corso al Galilei. La crescita dello scalo pisano, sottolinea Filippeschi, «per realizzarsi appieno avrà bisogno di essere inserita in una pianificazione nazionale ed europea: questo si può fare solo con lo sviluppo non concorrenziale dei due aeroporti toscani. Il ministro lo riafferma con chiarezza».
Scalo principale. «Per il governo la nuova holding tra i due scali è il modello di gestione che devono seguire anche le altre regioni. La Toscana, a questo punto, ha uno scalo principale, Pisa, asset portante con voli a lungo raggio, e uno scalo complementare, Firenze, con la nuova pista a norma Enac per il medio raggio», sottolinea in una nota il sottosegretario alle Infrastrutture Erasmo D’Angelis. Il piano nazionale degli aeroporti, puntualizza, «spazza via ogni timore di concorrenza e sarebbe anacronistico a questo punto continuare a discutere come nel medioevo tra città in competizione tra loro e dentro le mura. Aver inserito i due scali nel piano nazionale degli aeroporti strategici crea un’occasione di sviluppo da cogliere immediatamente». L’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli: «Il piano del ministro Lupi premia le scelte fatte dalla Regione per favorire la creazione della holding tra gli aeroporti di Pisa e Firenze e il loro potenziamento. Ora è necessario andare avanti su questa strada, proseguire con le scelte avviate e perfezionarle».
Francesco Loi
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