Il Tirreno

Pisa

I bambini sono tanti e gli infermieri pochi

di Carlo Venturini

A Neonatologia presenze in forte aumento con gli arrivi dei nati pre-termine dagli ospedali di Viareggio e Lucca. E il personale diventa insufficiente

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PISA. Essere punto di riferimento della neonatologia per l'Area vasta costiera ha il suo lato problematico. Il sindacato degli infermieri Nursind denuncia che nell'Unità operativa di neonatologia al Santa Chiara la situazione di sovrannumero dei piccoli pazienti ricoverati sta creando serie difficoltà al personale infermieristico che è costantemente in numero insufficiente rispetto al rapporto neonati/infermieri che la struttura prevede. «Il problema non è nuovo, ma si è acuito a causa del fatto che le neonatologie di Viareggio e Lucca ormai da mesi non ricoverano più bambini nati pretermine e inviano tutti i pazienti alla neonatologia dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana», spiega Daniele Carbocci del Nursind.

Il sindacato puntualizza che «a fronte dello standard di 8 posti letto nel reparto di terapia intensiva fin dall'estate scorsa, si sono avuti costantemente 9 neonati e fino a 25 neonati in terapia sub intensiva mentre avrebbero dovuto essere 16». Il tutto senza che il personale infermieristico sia stato aumentato per rispettare i parametri che prevedono un infermiere ogni due neonati per il reparto di terapia intensiva e uno ogni quattro per la sub intensiva. «In alcuni momenti - continua il sindacalista - si è registrato un picco record di ben 33 neonati, che avrebbero richiesto l'aumento di ben 3 unità di personale infermieristico, cosa che ovviamente non è mai avvenuta, nonostante le ripetute richieste che gli infermieri continuano a fare alla direzione sanitaria». Le considerazioni che fa il Nursind sono quelle che farebbe ogni neo genitore e cioè che un rapporto squilibrato infermieri/pazienti è sempre causa di gravi carenze assistenziali, e lo è ancora di più, quando si parla di neonati totalmente indifesi, cosa che può generare situazioni di serio pericolo visto che i piccoli degenti non chiamano o suonano il campanello come gli adulti, e il loro benessere è legato alla possibilità che gli infermieri siano in grado di seguirli "a vista", cosa difficilissima nelle condizioni attuali. Il Nursind avverte che la situazione diventa oltremodo pericolosa quando il numero di personale infermieristico in turno subisce un ulteriore abbattimento nel momento in cui uno o più infermieri debbono garantire l'assistenza al neonato in sala parto allontanandosi quindi dal reparto e, soprattutto, nel momento in cui è necessario un trasporto neonatale di emergenza.

Carbocci fa l'esempio di come sia difficile con un numero così alto di neonati, riuscire ad eseguire manovre all'avanguardia nell'assistenza neonatale, quale la saturazione sensoriale (tecnica utilizzata per evitare sensazioni dolorose ai bambini durante il prelievo di sangue o altra manovra invasiva), per la quale sono necessari almeno due operatori. «Quando il ritmo del lavoro è frenetico e il carico è elevato - spiega il sindacalista - si crea frequentemente la necessità di chiudere il reparto ai genitori consentendo l'entrata a un genitore per volta, situazione che non risolve il problema assistenziale perché i neonati sono comunque tanti, ma evita almeno il sovraffollamento nelle stanze per di evitare la diffusione di infezioni. Ma provoca un "danno" emotivo enorme ai genitori dei piccoli pazienti». La soluzione dei problemi, secondo il Nursnd è che la Direzione aziendale si faccia carico del problema aumentando il numero di infermieri in servizio nella struttura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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