Il Tirreno

Pisa

Capitale cultura, il premier Letta apre all’alleanza tra le città

di Francesco Loi
Capitale cultura, il premier Letta apre all’alleanza tra le città

Presentato a Roma il “Programma Italia 2019”, chiesti al governo finanziamenti per 70 milioni L’assessore Danti: «Pisa potrebbe avere le risorse per valorizzare i beni recuperati con il Piuss»

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PISA. Valorizzare tutti i progetti delle città che si sono candidate a Capitale Europea della Cultura. E’ l’ambizioso obiettivo di “Programma Italia 2019”: il progetto, che avevamo anticipato nei giorni scorsi e che vede anche Pisa protagonista, è stato illustrato ieri a Roma dalla vicepresidente del Senato, Linda Lanzillotta, dalla vicepresidente della Camera Marina Sereni e dal segretario generale del Cidac (Associazione delle città d’arte e cultura) Ledo Prato, alla presenza dei rappresentanti di quasi tutte le città che avevano presentato la candidatura, anche le sei promosse dopo la prima fase. Per Pisa c’era l’assessore alla cultura Dario Danti, che ha partecipato anche al successivo colloquio con il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Filippo Patroni Griffi. «Dalle parole del sottosegretario è emersa l’attenzione che il premier Letta sta rivolgendo a questa iniziativa, che prende spunto anche dall’intuizione che Pisa aveva avuto di un coordinamento subito dopo il primo verdetto», rivela Danti.

Alleanza tra città. Ambizione del progetto è “fare squadra” intorno alla Capitale italiana che verrà scelta per il 2019 tra le sei della short list finale (Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena), così da non disperdere lo sforzo profuso da tutte le candidate e «trasformare davvero la cultura nel motore del futuro dell’Italia», sostenendo e valorizzando «il patrimonio che il nostro Paese è in grado di offrire», è stato detto durante la presentazione alla Camera. Oltre a Pisa, le città che hanno proposto la propria candidatura sono Aosta, Bergamo, Mantova, Venezia, Ravenna, Urbino, Siena, Grosseto, Perugia con i luoghi di San Francesco d’Assisi e dell’Umbria, L’Aquila, Lecce, Taranto, Caserta, Matera, Reggio Calabria, Palermo, Siracusa, Erice, Cagliari.

Finanziamenti. L’obiettivo è avere una corsia preferenziale ai finanziamenti. Stimato in «710 milioni di euro», il “Programma Italia 2019”, ha spiegato Prato, «chiede al governo 70 milioni», mentre il resto dovrà arrivare da fondi europei, locali e di privati, assegnando ai Comuni la piena progettazione. Su convocazione di Patroni Griffi dovrebbe svolgersi a breve un altro incontro, a Roma, con il coinvolgimento anche dei ministri Carlo Trigilia (Coesione territoriale) e Massimo Bray (Beni culturali).

Obiettivi pisani. Il Comune si è già fatto un’idea di come utilizzare gli eventuali fondi di “Programma Italia 2019”. «L’obiettivo - spiega Danti - è soprattutto quello di non lasciare vuoto il patrimonio che, in particolare grazie ai Piuss, è stato recuperato. Mi riferisco agli Arsenali Repubblicani, alla Cittadella Galileiana, al percorso sulle Mura ed ai bastioni, ma anche al centro espositivo Sms delle Piagge e al Museo delle navi antiche. Abbiamo contenitori di pregio, ora la sfida di Pisa è riuscire a riempirli di contenuti per un salto di qualità nell’offerta culturale e turistica». L’assessore ribatte anche a qualche critica: «C’è chi ha detto che il Comune aveva avanzato in ritardo la sua candidatura e chi lo ha ritenuto comunque uno sforzo inutile. Quello che si sta costruendo con questa “rete” di città fa capire quanto sia stato strategico entrare in questa partita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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