Saldi, buona partenza Ma c’è chi contesta i due mesi di sconti
Confcommercio parla di +7% rispetto all’anno scorso Sbrana e Grassini: «Non sia l’unico sostegno alle attività»
PISA. Partenza in chiaroscuro per i saldi invernali 2014. Secondo un sondaggio della Confesercenti pisana tra le attività del centro storico, la partenza è stata buona nei primissimi giorni (quelli del fine settimana e dell'Epifania) per poi subire un rallentamento.
La speranza è che questo weekend, con le festività natalizie ormai lasciate alle spalle, possa far tornare il sorriso ai commercianti.
Sicuramente i segnali di ripresa che vengono lanciati da più parti non sembrano ancora coinvolgere il settore del commercio.
Spiega Luigi Micheletti, coordinatore per il centro storico di Confesercenti: «I primi dati raccolti ascoltando i collegi forniscono un quadro moderatamente soddisfacente della situazione, tenuto conto del momento economico che stiamo vivendo. Nonostante il depotenziamento che i saldi hanno subito per effetto di promozioni continue che si svolgono nel corso di tutto l’anno, essi mantengono ancora una loro validità. Non resta che auspicare dopo questo inizio abbastanza positivo, un mantenimento dell’interesse da parte dei consumatori anche nei prossimi giorni, vista l’offerta di prodotti ancora molto interessante e conveniente».
« Soprattutto l'abbigliamento - prosegue Micheletti - ha risentito poi del clima, con una primavera fredda e un’estate in ritardo e troppo lunga. La conseguenza è stata un aumento delle rimanenze di magazzino e quindi delle opportunità per chi acquista in saldo».
«Ovviamente – conclude Micheletti – una partenza così anticipata dei saldi porterà poi qualche problema nel mese di febbraio quando, comunque, gli incassi caleranno, ma le spese fisse dei negozianti saranno sempre le stesse».
Di un più 7 per cento rispetto all’anno scorso parla Confcommercio sempre per quanto riguarda il primo weekend lungo dei saldi.
«Possiamo parlare di un inizio sprint – commenta il direttore di Confcommercio, Federico Pieragnoli - Risulta evidente che gli acquisti si stanno spostando temporalmente, tanto che gran parte delle famiglie aspetta proprio il momento dei saldi per rinnovare il guardaroba o trovare prodotti di qualità a prezzi scontati».
La crisi che stiamo vivendo ed il potere d’acquisto sempre più ridotto delle famiglie ha riaperto con forza la questione del via dei saldi e delle promozioni selvagge.
«Lo diciamo ormai da molto tempo – aggiunge il direttore di Confesercenti Marco Sbrana – che i saldi i primi giorni di gennaio sono negativi. Purtroppo molte attività già prima di Natale, per far quadrare i bilanci, hanno fatto ricorso a vendite promozionali o (nel caso dei soliti furbetti) a saldi mascherati. Bisogna invertire la rotta per impedire che gli sconti diventino l'unico strumento per sostenere i bilanci di una attività. L’attività commerciale deve comunque vivere tutto l'anno».
Sulla stessa lunghezza d’onda la presidente di Confcommercio, Federica Grassini. «Alla luce dell'andamento di questi primi giorni - sostiene Grassini - i saldi dimostrano un impatto psicologico molto forte e attrattivo su clienti di ogni tipo. Considerato comunque che ad un certo punto la curva di interesse per i saldi scende vertiginosamente, possiamo dire che due mesi di sconti sono troppi. L'ideale sarebbe quello di una ridefinizione delle vendite promozionali e di uno spostamento dei saldi a fine gennaio».
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