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«I libri al San Matteo? Deve essere soltanto un deposito a tempo»

PISA. Non si abbassa la soglia d’attenzione verso le sorti della Biblioteca Universitaria. In prima fila troviamo di nuovo l’associazione Amici della Bup, guidata dalla professoressa Chiara Frugoni....

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PISA. Non si abbassa la soglia d’attenzione verso le sorti della Biblioteca Universitaria. In prima fila troviamo di nuovo l’associazione Amici della Bup, guidata dalla professoressa Chiara Frugoni.

Il sodalizio, da tempo assai critico verso le scelte di sindaco, assessore alla cultura e rettore, interviene sull’annunciato trasferimento di parte dei libri dal Palazzo della Sapienza (chiuso dalla primavera 2012) al Museo di San Matteo. E chiede garanzie per i volumi che vi saranno depositati, ricordando che la struttura museale non può avere alcuna competenza su 150.000 libri di cui si prevede lo spostamento.

«Leggiamo sul “Tirreno” del 7 gennaio - spiegano Chiara Frugoni, Anna Siekiera, Andrea Bocchi, Eliana Carrara e Carlo Alberto Girotto, a nome dell’associazione - che il direttore del Museo Nazionale di San Matteo “si prepara ad accogliere” circa 150.000 volumi della Biblioteca Universitaria per “completare il tragitto che porterà il Museo ad essere un centro culturale completo”; il tutto “in piena sintonia con l'amministrazione comunale”. Dobbiamo aver perso qualche passaggio».

«Se non ricordiamo male (ma si tratta dell'incontro di due settimane fa) - prosegue il gruppo di docenti - nessuna parte del Museo di San Matteo dovrà essere occupata dai libri della Sapienza, ma solo l'edificio autonomo accostato al Museo, oggi libero e in ristrutturazione. Il deposito dei libri in quella sede è stato indicato concordemente dai ministri Bray e Carrozza per alleggerire le strutture della Sapienza e finalmente riaprire la Biblioteca; come deposito provvisorio, dunque, o tutt'al più come temporanea succursale della Biblioteca».

«Non era e non è prevista, crediamo, alcuna cessione di volumi, sui quali ovviamente il Museo non ha alcuna competenza (tanto meno può averla l'amministrazione comunale); tra l'altro il numero di 150.000 volumi eccede nettamente la capacità dell'edificio, che è di circa la metà, e comunque non assorbe le eccedenze di carico della Sapienza, per cui bisognerà pensare ad altre soluzioni».

«Il direttore Dario Matteoni - sottolineano ancora gli Amici della Bup - sa benissimo che una buona biblioteca di storia dell’arte non è un ammasso eterogeneo di libri alla rinfusa, ma si costruisce in decenni di oculata gestione: del resto fino a qualche anno fa proprio la Biblioteca di Storia delle Arti dell'Università di Pisa era collocata proprio accanto al San Matteo ed è stata spostata anche per la sua limitata capienza. Forse, quindi, c'è stato qualche fraintendimento: una auspicabile precisazione sulla sorte dei libri che saranno depositati al San Matteo potrà certo fare chiarezza su questo punto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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