Il Tirreno

Pisa

Certosa, a febbraio il cantiere per i lavori di ristrutturazione

di Pierluigi Ara

In arrivo mezzo milione di euro da spendere entro l’anno Il direttore del museo, Barbuti: «Più sicurezza e nuovi spazi»

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CALCI. La pioggia degli ultimi giorni ha aggravato il quadro del degrado alla Certosa. Il complesso monumentale evidenzia, in alcune sue parti, tutta la criticità legata a una manutenzione ordinaria e straordinaria, che manca ormai da tanto tempo e di cui ci sarebbe urgente bisogno. Meno male che sono in arrivo i 500mila euro annunciati dall’università di Pisa. Il finanziamento è destinato al museo di storia naturale e del territorio. Per le urgenze-emergenze esiste un piano preciso di interventi mirati, messo a punto in primis dal direttore del museo di storia naturale, Roberto Barbuti. «I lavori cominceranno al più presto – dice Barbuti – sono previsti da subito, già a febbraio presumibilmente il cantiere verrà aperto. Del resto quel mezzo milione deve essere impiegato entro il 2014, dunque entro la fine dell’anno. Occorrerà espletare le necessarie modalità inerenti l’opera».

Come si procederà, in concreto?

«Intanto va messa in sicurezza l’area prospiciente l’appartamento del Granduca con l’annesso cortile. Si è prodotta una falla del diametro di circa tre metri. Considerate le conseguenze, che ne sono derivate per effetto del cedimento dei tetti».

Come si agirà secondo la scala degli interventi?

«Pensiamo soprattutto a una delle celle. Sono una decina quelle di competenza dell’ateneo, mal ridotte e praticamente inagibili. In questa cella particolare, che ci apprestiamo a ristrutturare, è in programma lo spostamento dei reperti adesso custoditi nella biblioteca dei frati conversi. Diventerà una sala conferenze, un’aula convegni di cui avvertiamo assoluta necessità. Qui potremo ospitare almeno un centinaio di persone. Fino ad ora è stato possibile usufruire di uno spazio per riunirsi e discutere. Questo risulta di passaggio, certo non è il massimo. Abbiamo in mente ulteriori ambienti espositivi anche per rendere godibili dal grosso pubblico gli autentici tesori rimasti nascosti, fino ad oggi, per motivi di forza maggiore».

Come verranno ulteriormente spesi i 500 mila euro?

«Bisogna per esempio restituire decoro e dignità alla galleria storica. Gli infissi versano in uno stato davvero precario. Tanto per farsi un’idea i ferri sono arrugginiti, i legni fatiscenti. In ultima analisi per rimediare costa tutto, e non poco. Abbiamo fatto cenno alle celle. Per ridare sicurezza ognuna richiede una somma altissima».

Conferma che almeno 25mila sono ogni anno i visitatori che affollano il museo?

«Il nostro museo ne annovera di più di visitatori. Il numero oscilla tra i 25 ed i 30mila. In prospettiva futura, puntiamo ai 30mila. Per effetto del boom di pubblico venuto lo scorso dicembre, la cifra è raggiungibile. A proposito, l’inaugurazione del presepio meccanico, che il Tirreno ha ben presentato ai lettori, ha fatto registrare una moltitudine di persone. L’esposizione continua a richiamare moltissima gente».

Dodici mesi su dodici, crescente è l’interesse dei turisti italiani e stranieri, attratti da ogni angolo del museo. Si può ammirare lo scrigno dei tesori con le collezioni degli animali, scientificamente e scrupolosamente classificati, fanno bella mostra le esposizioni di minerali rarissimi, pezzi anche unici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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