Il Tirreno

Pisa

Vertenza trasporti, la Uil sulle barricate

di Giovanni Parlato
Vertenza trasporti, la Uil sulle barricate

Il sindacato non vuole che sia cancellato il contratto integrativo. Gli effetti sulla gara regionale

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. A distanza di circa un mese dall'accordo firmato in Prefettura (era il 7 dicembre) che mise la parola fine agli scioperi degli autisti dei mezzi pubblici, di fatto la trattativa fra i sindacati e la Ctt Nord è ancora a un punto fermo. Dopo la firma, sindacati e azienda decisero di tornare a vedersi nell'arco di due-tre giorni e accelerare una trattativa che si poneva un limite temporale: il 31 gennaio. Nel caso in cui non sarà trovata alcuna intesa entro questa data, la Ctt Nord comunicherà la disdetta degli accordi (leggi pagamento dell'integrativo) che diventeranno operativi entro un mese. Quindi - se non sarà trovato un accordo - alla fine di febbraio si rischia un altro caos come quello dei primi giorni di dicembre.

«Dubito che si possa arrivare a una firma entro la fine di questo mese», dice Renzo Rossi, segretario provinciale della Uil, che in Prefettura firmò l'accordo al contrario della Uil-Trasporti che non volle e non vuole firmare alcun contratto che cancelli l'integrativo. «Si dovrebbero chiarire fra di loro» dice Antonio Mazza della Filt-Cgil.

Ma all'interno della Uil non sembra che ci siano divisioni. «Quella sera abbiamo firmato perché si doveva sbloccare una situazione e fare ripartire la trattativa. Sui tagli della retribuzione non ci sta nessuno» afferma Renzo Rossi ed Enzo Casarosa, responsabile della Uil-Trasporti rincara la dose: «Non siamo disposti a firmare alcun accordo in cui i lavoratori ci rimettono 250 euro al mese. Questo ha fatto scattare gli scioperi a dicembre. Il piano aziendale vuole che i dipendenti lavorino di più e riscuotino meno. È un controsenso».

Eppure, ci sono dei parametri dettati dalla Regione Toscana che vanno rispettati e la Ctt Nord vuole rientrare all'interno di questi parametri per presentarsi con le carte in regola alla gara unica del trasporto regionale. «I parametri della Regione sono sbagliati, penalizzano il trasporto pubblico locale. Non è con questo sistema che si può andare avanti» attacca ancora Casarosa.

Per capire questa animosità bisogna fare un passo indietro, quando c'era la Cpt. La Compagnia pisana trasporti (che aveva anche un patrimonio immobiliare che portava nelle casse un milione di euro l'anno) aveva firmato con i sindacati un contratto integrativo da 200 a 300 euro al mese legato a orario di lavoro e indennità particolari. Con la scomparsa della Cpt e la nascita del Ctt Nord (il trasporto pubblico integrato di Pisa, Lucca e Livorno) si è andati verso un contratto unico. «La Ctt Nord - afferma Renzo Rossi - ha preso l'orario più lungo di Pisa e la retribuzione più bassa di Lucca scatenando a dicembre la protesta dei lavoratori pisani. Il nostro ufficio legale ci ha detto che si tratta di produttività consolidate che non si possono tagliare».

E qui si scatena il braccio di ferro con l'Azienda che, invece, vuole abbassare i costi del lavoro per diventare competitiva in vista della gara. Ma vale la pena - domandiamo - difendere ora 250 euro col rischio di perdere per nove anni l'appalto del trasporto pubblico? «Il punto è un altro» risponde Rossi che aggiunge: «I conti si vogliono fare tornare sulle spalle dei lavoratori quando invece doveva essere intrapresa la strada di un'Azienda unica dei trasporti a livello regionale». Eppure, facciamo presente, che un Consorzio raggruppa le aziende. «Il Consorzio - è la replica - è una sovrastruttura in più perché rimangono tre aziende e i costi relativi ad esse con tanto di altri apparati burocratici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web