Il Tirreno

Pisa

«Un incubatore per artigianato e cultura»

Ecco la proposta di Rifondazione Comunista per la fabbrica dell’ex Colorificio Toscano

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. L’ex Colorificio deve trasformarsi in un incubatore per attività artigianali e produzioni culturali. La proposta porta la firma di Andrea Corti, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, il quale sottolinea come il piano strutturale d’area preveda «lo sviluppo del territorio secondo il principio di produzione di reddito e non di rendita».

«Rifondazione Comunista - afferma Corti - ritiene che sia diventato improcrastinabile addivenire ad una progettualità sull’area dell'ex Colorificio che ne mantenga la destinazione a carattere produttivo e servizi. Una progettualità che ha valenza di area vasta e che potrebbe prendere spunto dal modello del Polo Tecnologico di Navacchio, anch'esso sorto da un'ex fabbrica, e che si prefigga di attivare un incubatore per la ripresa di attività artigianali, per una produzione culturale continuando a sperimentare modelli di aggregazione e ad offrire servizi per le comunità ed i cittadini. Il quadro normativo nel suo complesso consentirebbe sin da subito di esplorare nel concreto una tale ipotesi e per questo sollecitiamo e siamo disponibili ad attivare un confronto con tutti i soggetti organizzati e le forze politiche dell'area pisana affinché l'ex Colorificio Toscano torni a vivere come centro di nuove forme di aggregazione sociale e di nuove opportunità occupazionali».

Secondo il Prc, «le esperienze e le iniziative delle associazioni del Muncipio dei Beni Comuni nell'area industriale abbandonata dell'ex Colorificio Toscano, avversate dalla proprietà dell'area che ne ha chiesto la variazione di destinazione d'uso a fini residenziali, e l'interesse che invece hanno suscitato a livello nazionale ed europeo pongono una questione dirimente sulla necessità di incentrare questo concetto, espresso letteralmente nelle linee guida del Piano strutturale dell'Area Pisana. Dopo la notizia della richiesta della attuale proprietà al Comune di Pisa per variare la destinazione d'uso dell'area da produttiva a immobiliare, il nostro gruppo regionale ha interpellato la giunta regionale anche e soprattutto per dimostrare la nostra assoluta contrarietà a tale ipotesi e per confermare, invece, la nostra piena condivisione alle azioni ed alle iniziative del Municipio dei Beni Comuni. Azioni e iniziative che hanno fatto emergere le opportunità di aggregazione sociale, di realizzazione di servizi per i cittadini e di realizzazione di nuove opportunità occupazionali e di formazione al lavoro nella fabbrica abbandonata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani