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Riscuoteva dal 2011 la pensione da invalida della moglie morta
Vedovo disoccupato denunciato per truffa aggravata all’Inps Deve ridare 20mila euro. Altri casi nel mirino della Finanza
PISA. La moglie era morta, ma lui si era “scordato” di segnalarlo all’Inps. Una dimenticanza che nel giro di due anni gli ha fruttato circa 20mila euro.
L’incasso indebito della pensione di invalidità della consorte sarebbe andato avanti chissà per quanto se la Guardia di finanza non avesse scoperto il giochetto. L’utilizzatore finale del vitalizio, un vedovo con problemi economici, è stato denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato.
Ai finanzieri è bastato incrociare l’elenco dei nomi dei defunti ottenuto all’ufficio anagrafe del Comune con la lista di chi percepisce le pensioni per fare luce su un caso che non è isolato e che presto vedrà altri beneficiari finire sotto la lente della Procura.
Spulciando cifre e dati è saltato fuori il nome della donna, invalida civile, deceduta nel 2011, ma per la quale l’Inps ogni mese continuava a staccare l’assegno.
Nomi e generalità acquisite all’anagrafe sono stati messi a confronto con quelli presenti nella banca dati del sistema informativo interforze - Basi informative esterne - Inps - Gape (casellario centrale delle pensioni). Il risultato sono state diverse posizioni anomale.
Il caso più eclatante è stato quello del vedovo che da due anni incassava la pensione d’invalidità della moglie. Al termine delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Antonio Giaconi, i finanzieri hanno denunciato l’uomo per truffa aggravata ai danni dell’Inps. Gli vengono contestate l’indebita percezione di somme a titolo di pensione d’invalidità dopo il decesso della titolare del vitalizio e la omessa comunicazione della morte della pensionata. Il vedovo non si è arricchito con quei soldi presi senza averne diritto. Da tempo non se la passa bene dopo aver perso il lavoro e difficilmente riuscirà a rendere quel denaro. L’avvocato sta lavorando a un’ipotesi di patteggiamento, anche se la difficoltà di restituire i soldi mette in forse la concessione della condizionale. Un beneficio che, in casi come questo, spesso è subordinato alla restituzione della somma.
Pietro Barghigiani
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