Il Tirreno

Pisa

il pronto soccorso dormitorio

Via alle ispezioni nei sotterranei

di Gianluca Campanella
Via alle ispezioni nei sotterranei

Ogni notte i locali sono meta di senzatetto in cerca di un rifugio

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PISA. L’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa (Aoup) ha in programma sopralluoghi nei sotterranei del pronto soccorso di Cisanello per censire le situazioni anomale e decidere se chiudere alcune zone.

L’inchiesta-denuncia del “Tirreno”, che ha documentato come di notte la sala d’attesa del pronto soccorso e il sotterraneo di ortopedia siano rifugio di senzatetto, ha causato ieri mattina una riunione tra i vertici dell’azienda e i rappresentanti dell’associazione temporanea di impresa (il locale Corpo dei vigili giurati – capo cordata – e i milanesi Ivri, Istituti di vigilanza riuniti) che gestisce la sorveglianza di tutto l’ospedale. A raccontarne gli esiti è il direttore amministrativo dell’Aoup, Carlo Milli: «Per quanto riguarda la “parte alta”, cioè la sala d’attesa a piano terra, si è già espresso venerdì sul vostro giornale il vice direttore sanitario Mauro Giraldi». Questi aveva dichiarato che «noi “trattiamo” tutti i senzatetto che lo richiedono. Ma se stanno bene o se arriva un “codice rosso”, affrontiamo la loro presenza con grosse difficoltà. Dispiace, ma il nostro è un ospedale. E con tutta la buona volontà e umanità, il nostro compito è curare la gente».

Milli aggiunge: «Tenga presente che molti senzatetto accedono come “codici bianchi”», cioè non arrivano solo per dormire, ma cercano prima una sorta di “legittimazione” registrandosi al triage e simulando patologie per essere accolti. La conclusione: «Il tema coinvolge tutto il territorio e persino il prefetto ha evidenziato che non si possono mandare queste persone all’aperto, dove morirebbero di freddo. Non possiamo essere gli unici attori per la ricerca di una soluzione che deve essere trovata a livello più ampio». Il direttore amministrativo passa a esaminare «la “parte bassa”, cioè il sotterraneo», dove ci sarebbe una «lista» di privilegiati gestita non si sa bene da chi: è innegabile che la porta con la scritta “Riservato al personale” sia stata varcata tre volte dal cronista e sia l’abituale passaggio notturno degli homeless privilegiati.

Ma Milli ritiene che non sia uno scandalo questa facilità d’accesso: «Un ospedale è un’area pubblica e non è necessariamente detto che un’area riservata debba essere chiusa». Certo, alla luce di quanto documentato dal “Tirreno” e dei possibili risvolti igienico-sanitari, si pone ora la questione «dell’eventuale chiusura» del percorso sanitario sotto ortopedia: intanto «ci siamo attivati per effettuare sopralluoghi e abbiamo programmato una turnazione variabile, non a orari fissi, che dovrebbe consentire un effetto dissuasivo». Milli ci tiene però a specificare una cosa: «Né a noi, né alla sorveglianza, risultano le “decine di rapporti” di cui parlava la guardia giurata nell’articolo di domenica». Questo non smentisce l’esistenza del problema nei sotterranei, anzi il fenomeno è più che confermato. Ma è una premura del direttore precisare quell’aspetto, poiché sarebbe stato grave «non dar seguito alle segnalazioni pervenute, lasciandole correre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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