Il Tirreno

Pisa

Nuova sala al Museo del Calcolo con gli strumenti degli scienziati

Nuova sala al Museo del Calcolo con gli strumenti degli scienziati

PISA. Due secoli di calcolatori. Il museo del calcolo dell'Università ha aperto una nuova sala dove sotto nuove teche ci sono gli antesignani degli attuali tablet. «Si tratta di una sala in cui...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Due secoli di calcolatori. Il museo del calcolo dell'Università ha aperto una nuova sala dove sotto nuove teche ci sono gli antesignani degli attuali tablet.

«Si tratta di una sala in cui abbiamo esposto in maniera organica e cronologica quelli che erano i calcolatori privati usati da scienziati, docenti ma anche semplici commercianti ed imprenditori», dice Giovanni Cignoni docente dell'ateneo e curatore della sala. Si parte da un aritmometro ottocentesco che rappresenta di fatto la prima calcolatrice «privata e tascabile», una calcolatrice, rigorosamente di legno che ebbe un grande successo commerciale tant'è che venne venduta in ben 1.500 esemplari. Si passa poi sempre a calcolatori ottocenteschi che andavano a manovella per soffermarsi poi su un pc Apple del 1977, un modello che può valere nel giro degli intenditori e collezionisti oltre 2.500 euro.

«Va sottolineato - spiega Cignoni - che qui ci sono delle vere rarità, ma non si tratta di strumenti di calcolo pubblico ed istituzionali bensì di strumenti su cui hanno lavorato e studiato centinaia di persone». Il Museo del calcolo infatti contiene già enormi macchine di calcolo come la Calcolatrice Elettronica Pisana, il 9104 dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo di Roma. Poi però, troviamo le mitiche macchine prodotte dall'Olivetti che, nei primi anni ’60, tentavano la conquista del mercato dei calcolatori. Il nuovo allestimento mette in mostra oltre 50 pezzi e fa perno proprio sulla Olivetti Programma 101, un calcolatore da scrivania che segna il passaggio dall'epoca delle calcolatrici a quella dei calcolatori personali.

Visivamente, la vicinanza dei pezzi disegna una specie di skyline continuo che mostra l'evoluzione dei materiali e del design, sottolineando ora le continuità, ora i balzi dello sviluppo tecnologico: prima calcolatrici poi calcolatori, prima decimali poi binari, prima meccanici poi elettronici, prima legno e metallo poi plastica e silicio. «Il Museo degli Strumenti per il Calcolo - ha detto Nicoletta De Francesco, prorettore vicario dell'Università di Pisa e presidente della Fondazione Galileo Galilei - è una realtà che si colloca all'interno di un piano più ampio di riqualificazione e valorizzazione dell'area dei Vecchi Macelli di Pisa, progetto che vede coinvolti l'ateneo e il Comune di Pisa. In questo contesto, il Museo, la prima struttura già attiva nell'area, con le sue collezioni, le attività di ricerca storica e l'offerta didattica e divulgativa, uniche in Italia, ha i numeri per diventare il fulcro di una “Cittadella Galileiana” dedicata alla diffusione sempre più ampia della cultura scientifica e tecnologica».

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web