Il Tirreno

Pisa

Caso Sara: la Procura indaga altri due medici

di Giovanni Parlato
Caso Sara: la Procura indaga altri due medici

In servizio alla guardia medica visitarono la bambina il giorno prima che morisse Intanto all’udienza preliminare il giudice ha disposto un’ulteriore perizia

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PISA. Altri due medici indagati sul caso di Sara Sarti, la bambina di 4 anni e mezzo di Vecchiano, che morì a Locri in seguito a un malore e su cui è in corso il processo per accertare eventuali responsabilità.

Sono stati iscritti sul registro degli indagati i due dottori della guardia medica che il giorno 23 agosto 2009, il giorno prima che Sara morisse, visitarono la bambina. Erano stati i genitori di Sara, Alessandro Sarti e Caterina Nicita, a presentare nello scorso mese di ottobre un esposto alla Procura di Locri per capire il motivo per cui fossero stati indagati quattro medici e non tutti i sei che visitarono la figlia. Di conseguenza, i due dottori della guardia medica sono ora indagati dalla Procura. Ed è alquanto curioso come siano stati informati. Infatti, all’udienza del processo di novembre scorso, ambedue vengono chiamati in qualità di testimoni, ma il pubblico ministero li informa che la loro condizione è ben diversa: sono indagati e non solo testimoni. Pertanto, i due medici si avvalgono della facoltà di non rispondere.

Nel procedimento in corso vanno chiarite le posizioni della dottoressa Maria Teresa Sabatino, la pediatra del pronto soccorso che visitò Sara per poi rimandarla a casa. La dottoressa Sabatino, accusata di omicidio colposo, sarà giudicata con rito abbreviato.

Stesso reato per due medici in turno con lei al pronto soccorso, Antonio Muscari e Vincenzo Speranza, che hanno scelto il rito ordinario. Mentre è uscito dal processo, il medico di famiglia Carmelo Celentano ritenuto estraneo ai fatti.

I genitori della piccola Sara nel procedimento penale sono assistiti dagli avvocati Giovanni Frullano ed Elena Mannucci del Foro di Pisa.

Il 19 dicembre, nel giudizio con rito abbreviato a carico della pediatra Sabatino, il gup Davide Lauro ha disposto un'ulteriore perizia medico-legale per accertare cause e responsabilità della morte di Sara ed ha rinviato il processo al 9 gennaio del prossimo anno per conferire l'incarico al nuovo perito.

I genitori di Sara, di fronte a questa decisione, hanno manifestato la loro amarezza: «Non possiamo essere contenti che dopo quattro anni e mezzo dalla morte di Sara sia ancora necessario fare una perizia, è come ricominciare dall'inizio, ma sappiamo bene che non c'è scelta perché la precedente perizia è già stata definita inattendibile dal giudice delle indagini preliminari che aveva ordinato alla Procura di Locri di formulare l'imputazione coatta a carico degli indagati e di andare al giudizio. Siamo esasperati dalla lunghezza del processo. Sia chiaro che le conclusioni dei nostri consulenti sono già di una chiarezza sconfortante: Sara sarebbe viva se fosse stata assistita e curata ed è morta solo perché la sua sofferenza è stata ignorata quando si è presentata con i nonni all'ospedale di Locri da cui è stata mandata via per poi morire poche ore dopo».

L'avvocato Giovanni Frullano, dopo l'udienza, ha dichiarato: «Oramai sono state accolte in tutte le sedi le nostre eccezioni sull'irrilevanza probatoria della perizia svolta nelle forme dell'incidente probatorio, tanto che oggi ne è stata disposta una nuova».

Nel giudizio ordinario a carico dei due medici del pronto soccorso di Locri, davanti al giudice Concettina Garreffa, il 19 dicembre ha deposto per la prima volta il nonno di Sara che ha ripercorso le tragiche fasi in cui la grave sofferenza di Sara non venne compresa dai medici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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