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Andrea Di Benedetto nuovo vicepresidente nazionale Cna

PISA. Andrea Di Benedetto (nella foto) è il nuovo vicepresidente nazionale della Cna, mandato che durerà per quattro anni: salernitano d’origine e pisano d’adozione, 42 anni, fondatore di 3Logic e...

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PISA. Andrea Di Benedetto (nella foto) è il nuovo vicepresidente nazionale della Cna, mandato che durerà per quattro anni: salernitano d’origine e pisano d’adozione, 42 anni, fondatore di 3Logic e SpazioDati, produttore di vino e olio biologici di qualità, è anche vicepresidente del polo tecnologico di Navacchio. È già stato presidente nazionale dei giovani Cna, ora sale tra i senior, perché ha passato i 40, ma va subito ad occupare una poltrona prestigiosa. «Ho in mente di ripensare e aiutare a ripensare il modello di governance nella nostra associazione di categoria», dice. L’altro punto in programma è «ripensare il ruolo dell’artigiano, cercando di occuparci non solo di quelli storici, ma anche di quelli ibridi, che hanno saputo aggiornare con uno strato digitale la produzione tradizionale».

Di Benedetto ringrazia il presidente regionale Valter Tamburini e quello provinciale Andrea Zavanella, «con cui ho fatto gavetta», perché con il loro ausilio la Cna pisana «ha cominciato ad occuparsi anche degli artigiani ibridi». Quindi la sua elezione «è parte di un percorso in cui le associazioni di categoria vivono una crisi di rappresentanza»: la Cna è riuscita a perdere meno delle altre associazioni («non è una gioia, ma purtroppo le aziende chiudono») proprio perché «ha saputo intercettare le piccole e medie imprese che hanno maggior potenziale di crescita». Come? Appunto puntando «su innovazione, risparmio energetico ed enogastronomia, i settori che hanno migliori prospettive future».

Il modello toscano e quello di Pisa in particolare, «città che sta esprimendo la classe dirigente del Paese», possono essere esportati su scala nazionale. E qui si va diritti all’altro punto, quello verso l’interno: le cariche “romane” nei partiti, associazioni di categoria e sindacati sono viste come premio alla carriera o dorata pensione. Di Benedetto andrà nella capitale «con la consapevolezza che anche il modello associativo fa la differenza: sarà una battaglia qualitativa per una nuova governance, indipendentemente dal territorio che rappresenta». Con queste premesse, Zavanella si dice «orgoglioso del ruolo regionale e locale: siamo riusciti a portare a livello nazionale la nostra proposta di cambiamento, interpretato al meglio dalla figura di Di Benedetto. Cerchiamo di cogliere questo macro trend». E Tamburini, in questo contesto delicato, lancia la sfida: «Mantenere il contatto con le imprese per far sentire insieme la nostra voce e fare lobby».

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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