Italia
Il Natale degli atei con “Oca pro nobis” e festa del solstizio
Sabato all’Agorà la presentazione di un libro che riprende le 63 caselle del celebre gioco in chiave anticlericale
PISA. L’invito parla da solo: «Il circolo Uaar “Unione degli atei e degli agnostici razionalisti” di Pisa e la biblioteca Fisoni in occasione della laica “Festa per il Solstizio di inverno”, sabato 21 alle 18,30 al circolo Agorà in via Bovio, hanno il piacere di presentare la più grande novità letteraria del 2013! “Oca Pro Nobis”, controsillabo giocoso e irriverente. Presenterà le 63 caselle di questo gioco dell’oca anticlericale Maria Turchetto, autrice e direttrice de “L’Ateo”. Alla fine, aperitivo anticlericale e salatini strozza-monache come obolo laico a copertura spese iniziativa. Dress code consigliati: informale, militante, curiale».
Tanto per intendersi, la Uaar è la stessa che tempo fa addobbò gli autobus di alcune città italiane con la scritta: «La cattiva notizia è che Dio non esiste, quella buona è che non ne hai bisogno». Il circolo di Pisa ha per caposezione Giovanni Mainetto che ha scelto come data per l’incontro proprio il solstizio d’inverno, giorno di luce più breve dell’anno: «Era una festa pagana nata dai ritmi e dalle tradizioni contadine; i cattolici se ne sono “appropriati” sommando i tre giorni della resurrezione di Cristo e celebrandone la nascita nella notte del 24, perché dopo il solstizio il sole ricomincia a salire e i dì si allungano». Dalla premessa si intuisce il tono canzonatorio dell’iniziativa: «Noi ci divertiamo – prosegue Mainetto – e qualcuno storcerà anche il naso; ma ormai nessuno più si adira, perché è passato il messaggio che le ricostruzioni del cattolicesimo non hanno fondamento storico e quindi noi siamo egemoni culturalmente». Anzi, dopo anni, Mainetto vede aprirsi uno spiraglio perfino tra i cattolici: «A livello politico, la chiesa prevale ancora e il vescovo mantiene l’approccio del dialogo solo con le altre religione. Ma la comunità “Cardinale Maffi” ci ha invitato nei giorni scorsi per parlare di infinito, amore e senso della vita». Com’è andata? «Noi siamo stati delicati e ho trovato accettazione da parte loro. Penso che sia il frutto del nuovo corso del papa Francesco».
Maria Turchetto è stata ricercatrice alla Normale, ora insegna Logica e filosofia della Scienza alla Ca’ Foscari di Venezia. Insieme a Carlo Cornaglia, Filippo D’Ambrogi e Walter Peruzzi ha scritto “Oca pro nobis” (Roma, Odradek edizioni, 2013, 144 pagine, 15 euro) che trasforma il gioco dell’oca in una via crucis, in cui ognuna della 63 caselle/stazioni prevede un’oca disegnata «che assume forme e posture, contrappunto di un’umanità straniata, oppressa ed eterodiretta da favole, miti, imposture e tabù». Turchetto racconta che, dopo le presentazioni del libro a Roma e Milano, è nata la definizione di «ordigno multimediale, perché per ogni casella sono previste poesie satiriche, schede critiche sulla dottrina cattolica e canzoni dissacranti che si possono scaricare da internet». Lo scopo principale del libro è «ridere delle istituzioni così seriose: dà soddisfazione». In particolare quella cattolica «non ha titoli per candidarsi a guida spirituale dell’Italia». Finora il libro è stato «accolto con simpatia: almeno ora gli atei sanno cosa regalarsi per Natale». Proviamo a provocarla: quindi anche voi atei lo festeggiate? Non ci casca: «Se dovessi saltare le feste religiose, non sarei mai in vacanza. Fosse per me farei quelle dei cattolici, dei protestanti e dei musulmani! Tutte».
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