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Professore pisano curerà l’Atlante delle stragi naziste
Paolo Pezzino nominato responsabile scientifico di un progetto che censirà gli episodi di repressione e terrorismo contro i civili dopo l’8 settembre 1943
PISA. Il professore pisano Paolo Pezzino, docente di Storia contemporanea al dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell'Università di Pisa, è stato nominato responsabile scientifico di un progetto di studi per la realizzazione di un “Atlante delle stragi nazifasciste”. Il progetto, finanziato dal ministero degli Esteri tedesco, anche come forma di riparazione nei confronti delle vittime delle stragi, e promosso dall'Anpi, l'associazione partigiani d'Italia, e dall'Istituto per la storia del movimento di liberazione in Italia (Insmli), si propone di analizzare, censire e catalogare le stragi commesse dai nazifascisti in Italia e di fornire un elenco degli episodi di violenza commessi contro i civili dall’esercito tedesco e dagli alleati fascisti repubblicani durante la seconda guerra mondiale.
Il progetto si inserisce tra le iniziative promosse dalla commissione storica italo-tedesca sulla seconda guerra mondiale. Un team di studiosi, tra cui Luca Baldissara, docente di Storia contemporanea dell'Università di Pisa, e Gianluca Fulvetti, ricercatore dell'Università di Pisa e direttore dell'Istituto storico della resistenza e dell'età contemporanea di Lucca, per due anni analizzerà le stragi di civili commesse in Italia dopo l'8 settembre 1943 e realizzerà una banca dati che consentirà di elaborare un “libro della memoria”, con i nomi di tutte le vittime dei massacri, e di definire una “cronografia della guerra nazista in Italia”. «La mia nomina a direttore scientifico del progetto - commenta Pezzino – è il riconoscimento di un lavoro che l'Università di Pisa e un gruppo di studiosi pisano sta portando avanti da ormai vent'anni. Su queste tematiche Pisa è diventata un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale».
Lo studio sarà effettuato utilizzando varie fonti, a partire dalle ricerche effettuate dal 1999 al 2001 da un gruppo di lavoro nazionale (coordinato dallo stesso Pezzino) che ha studiato gli episodi di violenza in alcune aree del Paese, tra cui la Toscana; le ricerche svolte dai vari Istituti della Resistenza; gli studi della commissione storica italo-tedesca e il registro generale con le denunce per crimini di guerra raccolte a partire dal 1945 presso la Procura Generale Militare di Roma. Altre notizie saranno reperite dai fascicoli delle indagini giudiziarie dell'ultima stagione processuale (dal 1994 ad oggi).
«Censiremo una violenza deliberatamente rivolta verso la popolazione civile con finalità punitive, terroristiche e repressive – si legge nella relazione introduttiva che Pezzino ha discusso a Milano durante la presentazione del progetto -. La ricerca dovrà reperire tutti i materiali, renderli omogenei, verificarli a livello locale ed elaborare una banca dati che permetta uno studio sulle modalità della strage, il numero e la qualità delle vittime (solo uomini o anche donne e bambini), l'andamento degli avvenimenti (distruzione eventuale delle abitazioni, deportazione di forza lavoro) e, dove possibile, la natura degli esecutori (solo tedeschi, tedeschi e italiani, reparti di appartenenza). Queste variabili permetteranno di fornire un quadro complessivo in cui inserire i vari episodi, di proporre una loro tipologia in relazione alle varie fasi dell'occupazione tedesca e dell'andamento del conflitto nel nostro Paese, e di arrivare finalmente ad una ricostruzione complessiva della “guerra ai civili” in Italia».
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