Il Tirreno

Pisa

Il presepe meccanico costruito nel 1948 torna alla Certosa

di Pierluigi Ara

Divenne così famoso da essere esposto in Sud America e venne ripreso nel 1954 dalla Rai per gli auguri di Natale

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PISA. Nei locali del museo di storia naturale e del territorio della Certosa, centinaia di persone si sono messe disciplinatamente in fila, domenica scorsa, per ammirare il primo presepe meccanico realizzato negli anni Cinquanta, da Alberto e Renzo Meucci, studenti dall’omonimo cognome ambedue all'istituto tecnico di Pisa.

La rappresentazione della nascita di Gesù, ai tempi della Roma imperiale, è tornata a nuova vita dopo il riuscito restauro dei personaggi in movimento e degli ambienti d'epoca. L'affluenza superiore alle aspettative è il migliore premio per chi, venuto da ogni parte della Toscana, non si è voluto perdere quello che costituisce uno spettacolo originale di tecnica e di arte. Anche un tuffo nel passato poiché lo storico presepe, nel Natale 1948, ebbe il battesimo nella pieve romanica in Vallegraziosa suscitando, dall'inizio, curiosità straordinaria tanto che da ogni parte d'Italia e dall'estero arrivarono migliaia di visitatori, fedeli ma più numerosi i laici, conquistati dalla tecnica e dall'ingegno di Alberto e Renzo Meucci. I due costruttori, divenuti maestri e artigiani, raggiunsero una tale notorietà che furono chiamati perfino in Sud America. Il presepio trovò ospitalità a Bogotà, in Colombia. Era il 1954 e venne inaugurato in diretta televisiva alla presenza del Presidente della Repubblica, del sindaco di Bogotà e del Nunzio Apostolico Monsignor Paoli.

Altri presepi meccanici vennero realizzati, sempre con l'imprimatur dei due Meucci, sotto i riflettori contesi dalle televisioni e corteggiati da tutti i mezzi di informazione. Ecco il presepe meccanico approdare da Pisa a Livorno, da Bologna a Parma, da Ferrara a Verona, da Roma a Milano, a Torino. Illuminante, per fare un esempio, il brano del critico d'arte Marziano Bernardi, pubblicato il 24 dicembre 1953 su "La Stampa": "Un presepio da vedere. Con un candore incantevole, qui ci si rifà fanciulli... Beati gli artigiani toscani, che nella fresca immagine e nello spontaneo lavoro manuale si alimentano nel ricordo imperituro dei grandi artisti della loro terra". Nel 1954 la televisione fece gli auguri di Natale e Buon Anno trasmettendo proprio le immagini del presepe. Alberto Meucci è scomparso pochi anni orsono, mentre Renzo ha fortissimamente voluto il ripristino del presepio che ora fa bella mostra in Certosa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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