Il presidio
Letta: quel pallone che ci rendeva uguali nella mia via Gluck
Il premier è tra i ventitré personaggi che sono intervistati da Cristina Barsantini nel libro “Pisa nell’anima” edito da Ets
PISA. Ci sono ventitré pisani che contano o comunque sono noti ben oltre i nostri confini nel libro “Pisa nell’anima” che la marinese Cristina Barsantini ha dato alle stampe per Edizioni Ets. Ventitré interviste a Massimo Augello, Andrea Bocelli, Stefano Bottai, Maria Chiara Carrozza, Giovanni Battista Cassano, Paolo Conticini, Mauro Del Corso, Roberto Farnesi, Marco Filippeschi, Giovanni Galli, Gina Giani, Enrico Letta, Marco Malvaldi, Dario Marianelli, Cristiano Militello, Franco Mosca, Sauro Pasini, Andrea Piccaluga, Andrea Pieroni, Simone Rugiati, Grazia Salimbeni, Salvatore Settis e Marco Tardelli.
Studiosi, docenti, politici, imprenditori, sportivi, attori, tutti uniti dai natali pisani oppure dal fatto di aver studiato o lavorato a Pisa.
Un affresco collettivo che Barsantini regala a tutti noi e incuriosisce anche lontano dalla nostra città, complice la levatura dei personaggi intervistati. Prova ne sia che “Il Corriere della Sera” ha dedicato al libro una recensione curata da Aldo Cazzullo, una delle firme di punta del quotidiano di via Solferino.
«La città - scrive Cristina Barsantini - è un agglomerato di persone che vi sono nate e poi sono partite; di persone che vi sono arrivate e poi lì si sono stabilite. Tutte con storie diverse, ma tutte accomunate da una parola chiave: crescita. Tutte, cioè, hanno un ricordo... con una valigia in mano e tanta nostalgia alle spalle, o tanto entusiasmo davanti. Non importa - prosegue l’autrice - in quale direzione andassero, e quella valigia - vera o metaforica, e sempre legata ai ricordi più belli della gioventù - è l’oggetto che ci accomuna tutti: è la partenza dalla quale possiamo cogliere qualcosa di profondo e schivare lo schematismo delle guide o l’erudizione dei saggi; la chiave, appunto, che ci permette di scovare un sapore importante, necessario per entrare nella nostra bella città».
Tra le interviste da segnalare quella a Enrico Letta, presidente del Consiglio, il quale non perde mai l’occasione - anche all’estero, se capita - per ricordare d’essere pisano. Nicola Ughi lo ha fotografato accanto alla ferrovia parallela alla via Tino di Camaino dove si trova la casa d’infanzia.
«Questa città - risponde il premier a Barsantini che gli chiede una breve descrizione di Pisa - per me è “casa”, ma anche motivo di orgoglio. Lo provo sempre quando esclamo “Pisa” rispondendo a qualcuno - magari uno straniero – che mi chiede di dove sono. Subito percepisco ammirazione, considerazione, ed è una reazione che mi piace, che mi rende contento».
Letta ricorda via Tino di Camaino, dove ha trascorso l’infanzia: «Per è una sorta di “via Gluck”. Accanto scorre la ferrovia, ed è una specie di confine tra mondi: di qua, il quartiere di Porta a Lucca, quello dei “bimbi bene”, di là il quartiere di Gagno, quello dei “bimbo male”... Li ho frequentati entrambi, grazie a due cose che mi hanno costretto ad attraversare continuamente quel confine: le scuole medie Mazzini e la Parrocchia di San Pio X, che sta nel quartiere di Gagno».
«Le strade del quartiere - prosegue il presidente del Consiglio - erano sempre invase da sciami di bambini che giocavano; oggi, ahimé, non accade più, vuoi per il traffico che è aumentato, ma forse anche per altre ragioni. Spero di riuscire a “trasportare” quel pallone che ci rendeva tutti uguali anche nel mio mondo di adesso, la politica, spero cioè che il mio impegno possa contribuire a creare una società dove si riesca ad attraversare nuovamente “quella ferrovia”; detto in gergo più tecnico, a far funzionare di nuovo “l’ascensore sociale”».
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