Il Tirreno

Pisa

Un protocollo anti-femminicidio Pisa fa da capofila

di Gianluca C
Un protocollo anti-femminicidio Pisa fa da capofila

Firmato da 39 comuni, siglato dal sottosegretario Manzione Sviluppato lo sportello di aiuto agli imprenditori in crisi

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PISA. Il prefetto Francesco Tagliente e il sottosegretario all’interno Domenico Manzione hanno messo ieri il suggello su un doppia iniziativa che si è svolta in prefettura: il protocollo attuativo della nuova legge per il contrasto della violenza di genere e una sorta di “tagliando” sul Servizio di ascolto e sostegno istituito a Pisa per prevenire tragedie familiari dovute alla crisi economica. Quest’ultimo è attivo da circa due mesi e si basa su un insieme di sportelli di ascolto e aiuto presenti sul territorio, dove si raccolgono le richieste di supporto: la rete si avvale anche di servizi offerti a titolo gratuito dai professionisti che, attraverso le proprie associazioni rappresentative, hanno sottoscritto il protocollo voluto dal prefetto e dal presidente della Camera di Commercio Pierfrancesco Pacini. Giuliana Grison, vice segretario generale della Camera di Commercio, ha riassunto le 81 segnalazioni finora pervenute: 13 direttamente al Servizio di ascolto e sostegno (5 in prefettura e 8 in Camera di Commercio), mentre 68 casi sono stati segnalati ai centri di ascolto territoriali e da questi risolti. Oltre al caso della signora Giovanna Temperanza – vedova del ristoratore suicidatosi a Riparbella – sono state trattate altre 4 situazioni critiche, di cui una si è rivelata bisognosa di supporto psicologico, due risultate meritevoli di approfondimento amministrativo-fiscale con l’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili e una passata all’attenzione di Equitalia per possibili rateizzazioni. Ieri ha aderito anche l’Abi (Associazione delle banche) con la sottoscrizione del presidente regionale Giancarlo Barbieri. E Manzione, rimarcando che il servizio «è uno dei primissimi nel Paese a occuparsi di soggetti sovraindebitati che esulano dalla legislazione sui fallimenti», ha auspicato che «questo modello sia esportato nel resto d’Italia perché tenta di scongiurare il ricorso al mercato illegale, cioè all’usura». Per quanto riguarda il protocollo sul cosiddetto femminicidio, a firmare c’erano i sindaci dei 39 comuni della provincia, l’ufficio scolastico regionale, l’Azienda ospedaliera pisana, le aziende sanitarie, le società della Salute e i centri antiviolenza. Il documento dà attuazione al decreto legge del 14 agosto 2013 con disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere. E si concentra in due direzioni: promuovere e realizzare programmi di sostegno alle vittime di reato in primo luogo, ma anche sviluppare progetti di recupero dei soggetti maltrattanti. Il soggetto ammonito dovrà essere informato dal questore sui servizi sociali e assistenziali presenti sul territorio: è proprio l’elemento innovativo introdotto dalla recente disciplina. «Il supporto e l’aiuto al maltrattante – ha evidenziato Tagliente – è un presupposto necessario, accanto agli strumenti penali, per prevenire la commissione di ulteriori reati della stessa natura, rappresentando quindi, seppur in modo indiretto, un’ulteriore forma di tutela della vittima o delle potenziali vittime».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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