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Sciopero a oltranza: gli autisti del Ctt Nord bloccano il servizio

Sciopero a oltranza: gli autisti del Ctt Nord bloccano il servizio

Fermi tutti i mezzi: niente bus nelle province di Pisa e Livorno, agitazione anche a Firenze. Disagi enormi per i pendolari. In serata l'accordo sull'integrativo e lo stop all'agitazione

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Ancora bus fermi per lo sciopero a oltranza dei dipendenti del Ctt Nord. Le proteste più forti e i disagi maggiori nelle città di Pisa e Livorno. In serata è stato raggiunto l'accordo sull'integrativo, decretando così lo stop all'agitazione. La giornata, comunque, è stata caratterizzata da tensioni e disagi.

A Pisa la Digos ha denunciato sei dipendenti dell'azienda di trasporti per interruzione di pubblico servizio, nello sciopero improvviso deciso giovedì mattina per protestare contro i nuovi contratti che prevedono sensibili decurtazioni dello stipendio.

VIDEO: La protesta degli autisti a Pisa

A Livorno sciopero selvaggio degli autisti dei bus poco prima delle sette. Su un centinaio di mezzi che avrebbero dovuto uscire dai depositi di Livorno, Cecina, Rosignano, Collesalvetti, Castelnuovo e Portoferraio, hanno preso il via una decina. In via Mayer, dove ha sede il deposito principale dell'area Livornese è intervenuta la Digos: al termine di un breve confronto è stato permesso a sette autisti di prendere servizio mentre la stragrande maggioranza dei colleghi è rimasto dentro i capannoni.

VIDEO: I disagi a Livorno

A Portoferraio studenti arrabbiati per essere stati lasciati a piedi senza nessun preavviso.

Stop e polemiche anche a Firenze. "Questo non è più uno sciopero selvaggio ma un ricatto in violazione delle norme nazionali.Stanno calpestando i diritti dei loro stessi concittadini": non ha dubbi l'assessore ai trasporti del Comune di Firenze Filippo Bonaccorsi di fronte al secondo giorno di sciopero selvaggio degli autisti dell'Ataf, l'azienda di trasporto pubblico del capoluogo toscano. "Tanto più - aggiunge - che in quella che chiamano piattaforma non c'è assolutamente niente. Qui non è Genova, dove ancora si discute di privatizzazione. A Firenze la privatizzazione è stata fatta un anno fa senza che sia stato perso un posto di lavoro o un centesimo dalla busta paga". Lo sciopero, secondo Bonaccorsi, "ha altre finalità: un regolamento di conti tra organizzazioni sindacali e lo scopo politico di colpire Matteo Renzi. Gli slogan e gli striscioni di ieri lo indicano chiaramente". L'assessore ha annunciato un incontro con il prefetto Luigi Varratta, la cui precettazione non è stata rispettata, per chiedere "il massimo delle sanzioni sia nei confronti dei singoli, sia delle organizzazioni sindacali".

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