Voleva farsi curare, era andato al Sert
L’uomo era ossessionato dalle macchinette elettroniche, indagine della Polfer per capire se fosse assillato dai creditori
PONTEDERA. I problemi economici, in particolare dovuti ai debiti connessi alla mania delle scommesse e del gioco, sarebbero alla base del gesto compiuto dal pensionato che abitava in un comune della zona.
La dinamica dell’incidente, come ha spiegato la polizia ferroviaria di Pisa, è abbastanza chiara. Si è trattato di un suicidio. Il macchinista, purtroppo solo quando non era possibile evitare la tragedia, ha visto l’uomo in mezzo ai binari che aspettava il treno dando le spalle al convoglio che poi lo ha trascinato alcuni metri. Non ci sono altre testimonianze dirette se non quella del macchinista stesso rimasto sconvolto. Se la Polfer si è occupata di ricostruire la dinamica dell’incidente la polizia di Pontedera sta lavorando, dopo avere sentito il racconto della moglie, per capire la situazione economica e familiare della vittima. Sono emersi quindi i problemi con il gioco del pensionato e la sua difficoltà ad accettare un aiuto. Alcuni mesi fa l’uomo si era rivolto anche al Sert di Cascina, aveva affrontato alcuni colloqui ma poi aveva abbandonato ogni terapia di recupero. Agli uomini del commissariato spetterà dunque capire se l’uomo era incalzato da qualcuno che gli chiedeva la restituzione dei soldi prestati e chi era a conoscenza della grave situazione in cui si trovava il pensionato che quando è morto non aveva soldi nel borsello che gli è stato trovato. La Polfer è risalita alla sua identità dal codice fiscale trovato nel borsello dell’uomo e che è rimasto intatto. Vicino al luogo della tragedia non sono stati trovati nè l’auto o altri mezzi. È molto probabile che la vittima abbia raggiunto la campagna arrivando sui binari passando dal Ponte di Ferro vicino alla Montagnola. Ma è solo un’ipotesi: vicino al luogo dove è avvenuto l’impatto non c’è la possibilità di avvicinarsi alla ferrovia che è fiancheggiata da una siepe. Mentre è molto facile arrivare lungo i binari all’altezza della Montagnola. Nonostante le ripetute tragedie nessuno si è mai preoccupato di mettere in sicurezza quel tratto di ferrovia.
Le indagini sul suicidio partono dalle parole disperate della moglie del pensionato. Ma non è escluso che nei prossimi giorni vengano sentite anche altre persone in particolari negli ambienti frequentati dall’uomo che ha abitato a Cascina, Pisa, Capannoli e Bientina prima di trasferirsi nell’attuale comune di residenza.(s.c.)
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