Il presidio
Riorganizzazione degli asili ma i costi non aumenteranno
PISA. Riorganizzare i nidi e le scuole dell’infanzia della città mantenendo però inalterata la spesa e aumentando la flessibilità organizzativa e formativa. È l’obiettivo che il Comune si è prefisso...
PISA. Riorganizzare i nidi e le scuole dell’infanzia della città mantenendo però inalterata la spesa e aumentando la flessibilità organizzativa e formativa.
È l’obiettivo che il Comune si è prefisso per far fronte all’aumento di richieste del servizio e, soprattutto, alle limitazioni di personale imposte dalle leggi di Stabilità approvate negli ultimi anni. Un obiettivo che l’amministrazione vorrebbe raggiungere al termine di un percorso partecipato che coinvolga tutti i soggetti interessati, dai comitati di gestione alle insegnanti e ai rappresentanti sindacali.
«I nostri servizi per l’infanzia sono sempre stati eccellenti – afferma Marilù Chiofalo, assessore comunale ai Servizi socio-educativi – sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Negli ultimi due anni, però, il numero di richieste è aumentato e allo stesso tempo diverse leggi hanno fissato tetti ben precisi sia per quanto riguarda le assunzioni a tempo determinato che per quelle a tempo indeterminato. Tutto questo ha creato oggettivamente grosse difficoltà che, negli ultimi due mesi, sono state evidenti a tutti».
Non essendo più possibile agire sull’organico, per far fronte alla situazione rimarrebbero aperte solo due strade. «Purtroppo non possiamo modificare leggi che hanno un carattere nazionale – spiega Federico Eligi, assessore al Personale – quindi le possibilità sono due: o decidiamo di chiudere un asilo nido con la conseguente perdita di trenta posti bimbo e con una diminuzione di personale, oppure decidiamo di rimodulare il sistema attuale rendendolo più flessibile. Noi vogliamo intraprendere questa seconda strada». In quest’ottica l’idea avanzata dall’amministrazione sarebbe quella di istituire due centri educativi 0-6. «Si tratta di strutture che integrano nidi e scuole dell’infanzia – prosegue Chiofalo – e che consentono di gestire con maggior flessibilità sia il personale che le richieste dei genitori permettendo di accogliere, a seconda della necessità, bambini da zero a sei anni. La proposta è quella di trasformare un asilo a gestione diretta in un centro per l'infanzia 0-6 a gestione esterna, e di "fondere" un altro nido e un asilo per l'infanzia, magari vicini, in un altro centro 0-6 a gestione diretta. I soldi avanzati dalla gestione esterna del centro sarebbero poi dirottati dal capitolo del personale (dove non possiamo assumere) al capitolo dei servizi, che aumenterebbero di numero lasciando invariata la qualità». La riorganizzazione del sistema educativo comunale partirà già da oggi con un incontro con i comitati di gestione delle scuole. I tempi? Entro Natale in consiglio.
Tommaso Fabiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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