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chiusura per danni sismici

Sapienza, incalzato il rettore

Sapienza, incalzato il rettore

Associazione Amici della biblioteca: «Spieghi che fine farà l’edificio»

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PISA. «Il sindaco Filippeschi non ci ha mai ricevuto in un anno e il rettore Augello deve creare un evento pubblico per spiegare alla cittadinanza che fine farà la Sapienza in base alla perizia».

Si esprimono così, i lavoratori e i membri dell'associazione Amici della biblioteca universitaria. «Dopo un anno e mezzo dalla chiusura della biblioteca della Sapienza il sindaco non ci ha mai ricevuto come se il prezioso contributo librario non fosse patrimonio dell'intera città» dice Anna Maria Siekiera segretario dell'associazione che denuncia anche il fatto che «i lavoratori sono costretti a seguire strettissimi protocolli di ingresso alla biblioteca mentre i tossicodipendenti e gli spacciatori entrano quando vogliono dentro gli ambienti della Sapienza».

Ovviamente, il fatto che i dipendenti possano entrare in biblioteca solo due volte al giorno, complica non poco il loro lavoro che comprende anche quello di ispezionare i locali di condizionamento, di antifurto e di anti incendio. Alcuni lavoratori chiedono al Comune che si attivi perché una volta resa nota la perizia si prenda una decisione politica e di indirizzo per la salvaguardia del patrimonio librario. L'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli dice: «La perizia è già pronta negli aspetti contenutistici e tecnici manca solo la sottoscrizione e comunque il patrimonio librario rimarrà in città».

In città non è proprio come dire nello stesso palazzo. Il gruppo consiliare Una città in Comune- Prc ha depositato una richiesta di discussione in consiglio comunale affinché l'amministrazione si esprima sul futuro della più importante biblioteca cittadina. La patata bollente della Sapienza è però nelle mani del rettore Augello. «Ci sembra che non ci sia da parte dell'Università, la necessaria trasparenza e doverosa e tempestiva comunicazione sull'intera gestione della riapertura» dice Siekiera. I lavoratori temono inoltre che la perizia in realtà non si esprima su una riapertura o meno della Sapienza bensì sia una sequela di tabelle e numeri sulle criticità del palazzo e chiedono dunque che qualcuno decida nei tempi più brevi possibili sul destino della biblioteca. (c.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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