Il Tirreno

Pisa

Il libeccio rende insicuro il nuovo porto

di Carlo Venturini
Il libeccio rende insicuro il nuovo porto

I diportisti si lamentano: entrare e uscire è rischioso. Boccadarno: si sapeva, con quel vento meglio andare a Livorno

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PISA. Avviso ai naviganti: quando tira il libeccio è meglio approdare al porto di Livorno piuttosto che in quello nuovo di pacca di Boccadarno. Sembrerà impossibile, ma stando alle testimonianze di alcuni diportisti e a più sequenze fotografiche, quando a Marina di Pisa c'è libeccio non è il caso di salpare, ma soprattutto è difficile approdare in tutta sicurezza al porto di Boccadarno.

In genere si è abituati a pensare in maniera tecnica e perché no anche letteraria, ad un porto come al luogo più sicuro quando si è in mare e dove ripararsi dalle avversità meteo. Ma in caso di forte libeccio, il porto di Marina non sembra proprio il "nido" in cui andarsi a rifugiare. Il problema nasce dalla direzione e dalla ridotta imboccatura a moli convergenti in cui si è costruito l' "avamporto", quella struttura di cemento che si spinge in mare e dotata nelle sue sponde di due fari. Praticamente, l'ingresso al porto. «Si creano dei muri d'acqua, delle onde proprio a ridosso della bocca del porto e come se non bastasse ci sono anche onde di ritorno, di risacca», dicono alcuni diportisti profondamente delusi dal fatto che neppure il porto nuovo, non ancora finito e costato un fiume di soldi, nulla possa contro il vento che storicamente imperversa sulle coste di Marina e di tutto il litorale. «Già che c'erano potevano fare l'imboccatura più ampia e direzionata in maniera diversa, anzi opposta». Le foto inviate dai nostri lettori ben testimoniano non solo il muro di acqua che si forma al limitare della bocca del porto ma anche le numerose onde di risacca che si creano nella "vasca" dell'avamporto. Come si legge sullo stesso sito del Porto di Marina, www.portodipisa.it, l'imboccatura è orientata a sud-ovest, esattamente nella direzione da cui spira quel ventaccio "vernacolare" (il 28 febbraio del 1990 colpì Livorno con raffiche di oltre 140 km/h) che affligge Pisa e Livorno per smorzarsi ma comunque farsi sentire anche in Versilia.

Lorenzo Catania, uno tra i maggiori esperti meteorologi italiani e redattore del blog de Il Tirreno, "Rosso di sera" scrive che «quella del libeccio forte è una condizione piuttosto frequente, che si registra in media 10-15 volte durante l'anno, quantomeno sulla costa».

Il problema dell'impossibilità di salpare ma anche e soprattutto di entrare nel nostro porto con il libeccio, e le conseguenti lamentele dei diportisti, erano già note al presidente della Lega Navale Enzo Meucci che dice: «Il mare e non il vento di libeccio, è un grosso problema per il nostro porto e per altri della costa tra Pisa e Livorno ed è bene che tutti sappiano che l'unico vero porto "rifugio" è quello di Livorno che è di tipo commerciale e non semplicemente turistico». Anche senza un forte libeccio, ci sono diportisti che lamentano la ristrettezza dell'imboccatura con le imbarcazioni che "scarrocciano" e si avvicinano pericolosamente alle sponde di cemento. Ciò è dovuto probabilmente alla scelta di fare moli convergenti.

La Boccadarno, la società che ha realizzato il porto, risponde che con il Libeccio è bene starsene a casa magari a leggersi il libro di Giovanni Soldini, "Sulle tracce dell'oro". Inoltre, a parte Livorno, nessun porto toscano può garantire il rientro in presenza di libeccio: «un vento che è largamente anticipato dalle previsioni meteo, non è una tromba d'aria d'improvvisa, e quindi chi salpa, lo fa a suo rischio e pericolo».

Del resto il problema era ben noto alla stessa Boccadarno spa che nella brochure di presentazione del porto scriveva: «Un indubbio svantaggio (dei moli convergenti) è che il moto ondoso penetra ampiamente nell'avamporto. Nel caso di mareggiate molto violente, le imbarcazioni si trovano in presenza di onde cospicue anche all'interno dell'avamporto, proprio nella situazione in cui è necessario mantenere il sangue freddo e dirigersi con decisione verso la seconda imboccatura». E concludeva: «Il rientro in un porto turistico in condizioni di mare agitato non deve essere considerato possibile in ogni circostanza, tanto più quando è possibile rifugiarsi temporaneamente in un grande porto come quello di Livorno».

Il libeccio dunque, schiaffeggia ancora una volta Pisa che ha aspettato per 30 anni un porto che nulla può innanzi alla sua forza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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