Ctt Nord: contratto unico garantisce i lavoratori
L’azienda dei bus di Pisa, Lucca e Livorno invita i sindacati a riaprire la trattativa «Non vogliamo recuperare risorse a discapito di maternità e malattie gravi»
PISA. La Ctt Nord, l'azienda di trasporto pubblico locale delle province di Pisa, Lucca e Livorno, risponde alle accuse mosse dai sindacati sui contratti integrativi e invita le parti sociali a riprendere la trattativa per giungere ad un'intesa (come chiesto dal sindaco Filippeschi e dall'assessore alla mobilità Gay).
«In attesa del bando regionale per il trasporto pubblico locale – spiega l'azienda -, il servizio viene assegnato con atti unilaterali dagli enti locali a condizioni che definiscono rete, tariffe e sovvenzioni. I ricavi sono predefiniti dalle amministrazioni e l'unica possibilità per l'azienda è la razionalizzazione dei costi. Questo è lo scenario in cui si muove la Ctt Nord, creata per affrontare la prossima gara regionale e cercare di non soccombere di fronte ad aziende di altre regioni o straniere».
«Con l'aggregazione – continua l'azienda -, i dipendenti trasferiti a Ctt Nord si sono portati dietro i trattamenti economici e giuridici contenuti nei contratti delle singole aziende di provenienza: quelli di Atl (Livorno) erano già scaduti, quelli di Cpt (Pisa) scadevano ad aprile 2013, mentre quelli di Clap (Lucca) non hanno scadenza. A partire dai primi mesi del 2013, abbiamo aperto un tavolo negoziale per raggiungere una regolamentazione per unificare i regimi giuridici e tutelare le diversità dei trattamenti economici, frutto della storia delle singole aziende. Dopo 8 mesi di trattative e 3 incontri in prefettura, in cui sono stati condivisi tempi, metodi e ricadute del percorso negoziale (compresa l'applicazione degli accordi ex Clap), è maturata l'ipotesi del nuovo contratto, che ha recepito numerose indicazioni dei rappresentanti sindacali».
L'ipotesi prevede un unico regime normativo adatto ad affrontare la gara. «La normativa – prosegue la Ctt Nord - è stata personalizzata per territori, secondo le richieste sindacali». Il regime economico prevede una retribuzione di parte fissa, inalterata rispetto a quanto precedentemente goduto da ogni singolo lavoratore, indipendentemente dalla prestazione resa, e una retribuzione di parte variabile. Con 18 giorni di assenza annui (malattie, infortuni, donazione sangue, maternità facoltativa, allattamento, permessi non retribuiti) a ciascun lavoratore è garantita la stessa retribuzione variabile percepita nell'azienda di provenienza. Con meno di 18 giorni di assenza entra in funzione un meccanismo premiante che prevede aumenti di retribuzione. Con oltre 18 giorni di assenza entra invece in funzione un meccanismo penalizzante che riduce progressivamente la parte variabile. Da questa previsione «sono neutralizzate – specifica la Ctt Nord - maternità obbligatoria, congedi matrimoniali, accudienza familiari disabili e assenze per malattie gravi. Inoltre è prevista una clausola di salvaguardia per i lavoratori che hanno sempre assicurato performance in linea con gli standard».
«È evidente – continua l'azienda -, che non c'è nessuna intenzione di colpire e recuperare risorse da eventi meritevoli di tutela sociale. Inoltre sono previsti trattamenti aggiuntivi di salario per la vendita e il controllo a bordo dei biglietti. È superato quanto non legato a prestazioni, tipo contributi per attività ricreative e casse assistenziali, permessi sindacali aggiuntivi rispetto a quelli spettanti dal contratto nazionale e altri minori istituti, che non saranno più riconosciuti poiché anacronistici rispetto all'attuale situazione. È previsto l'impegno alla definizione di un premio di risultato che potrà riservare un'ulteriore quota di retribuzione in caso di raggiungimento di obiettivi. Quanto proposto è adeguato ai fattori produttivi richiesti dalla prossima gara regionale e ad una gestione positiva per il servizio dei prossimi dieci anni e permetterebbe l'investimento necessario a rinnovare il parco bus. Per questo – conclude l'azienda - invitiamo i sindacati a riprendere e concludere il percorso avviato 8 mesi fa, definendo insieme i tempi di attuazione del nuovo accordo anche dal primo ottobre scorso».
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