Lo storico Del Monte alza bandiera bianca
PISA. «Il commercio è cambiato tantissimo negli ultimi anni e la crisi si è fatta sentire anche per noi. Portare avanti un’attività per andare, nel migliore dei casi, in pari non ha senso. Meglio...
PISA. «Il commercio è cambiato tantissimo negli ultimi anni e la crisi si è fatta sentire anche per noi. Portare avanti un’attività per andare, nel migliore dei casi, in pari non ha senso. Meglio chiudere e goderci la pensione». Valentino e Anacleto Lovo spiegano cosi i motivi per cui il 14 dicembre chiuderanno, dopo sessant’anni passati a vendere vestiti, lo storico negozio d’abbigliamento “Del Monte” in via Mercanti. «Ci dispiace - proseguono i due fratelli - soprattutto per le due dipendenti che sono con noi da tanti anni e per i nostri clienti che quando hanno saputo la notizia ci hanno dimostrato un affetto che non ci aspettavamo. Ma ci pensavamo già da un po’ di tempo e abbiamo preso questa decisione pensando che a questo punto fosse l’unica possibile».
Tra i motivi della chiusura l’ètà non più giovanissima, ma anche il calo di vendite dovuto alla crisi. «Gli ultimi anni sono stati duri – continuano i due fratelli- l’ultimo in particolare, ci ha costretto a fare i salti mortali per non andare sotto. Abbiamo dei clienti che si servono da noi da una vita intera e con i quali ci lega un rapporto bellissimo. Ma se prima venivano e compravano tre vestiti ora ne comprano solo uno e, allo stesso tempo, non prendiamo più quelli che sono i clienti di passaggio». I due erano entrati nell’attività da giovanissimi, come dipendenti, nei primi anni ’50. «Del Monte esisteva già dal 1923 – raccontano – e in quegli anni aveva due negozi: uno ad inizio e uno alla fine di corso Italia. Noi lavoravamo uno da una parte e uno dall’altra. Da allora abbiamo passato tutta la vita a vendere vestiti».
Nel ’70 i due fratelli entrano in società come soci di minoranza. Nel mentre uno dei due negozi viene chiuso mentre l’altro continua la propria attività in corso Italia, fino al 1985. “In quell’anno ci hanno “sfrattato” per fare posto alle banche – proseguono – cosi ci siamo trasferiti in via Mercanti”.
Tommaso Fabiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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