Il Tirreno

Pisa

Ospedale, il pasticcio degli specializzandi

di Carlo Venturini
Ospedale, il pasticcio degli specializzandi

Il sindacato Anaao-Assomed: sono utilizzati in maniera illegale, l’Azienda lo ha anche scritto in una lettera ufficiale

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PISA. Il sindacato Anaao-Assomed di Pisa rompe le trattative con l'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana (Aoup) ed è pronto a presentare una denuncia per condotta antisindacale. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la riduzione della presenza in servizio dei medici specialisti strutturati che assistono i pazienti in alcuni reparti e una sorta di "ufficializzazione" degli specializzandi al loro posto. In una lettera indirizzata dal Dipartimento ad Attività Integrata di area medica (DAI) ai direttori di Medicina interna, Nefrologia-Dialisi-Trapianti, Dialisi peritoneale e Nefropatie immunomediate, si scrive che «nel reparto di Medicina interna 1, sarà presente un medico specializzando in medicina interna per giorni feriali e festivi, giorno e notte (leggasi guardie)».

La storia dell'abuso degli specializzandi è nota, «ma vederlo scritto nero su bianco è tutt'altra questione», dice Gerardo Anastasio, segretario aziendale e vice segretario regionale. La lettera è stata recapitata da alcuni medici allo stesso sindacalista che ha preso carta e penna ed ha chiesto alla direzione dell'Aoup che fosse data alla stessa associazione sindacale evidenza dell'annullamento delle disposizioni in essa contenute e che comunque venisse convocata una riunione con tutti i medici interessati, visto che, stando all'Anaao, tali disposizioni erano contrarie a leggi nazionali, accordi aziendali e riducevano le garanzie di un'assistenza qualificata ed esperta per i pazienti.

«Sono passati ormai quasi due mesi dall'invio di questa lettera e non avendo ricevuto né la comunicazione di una data per la riunione né il ritiro della lettera stessa - spiega Anastasio - abbiamo deciso di rompere le trattative con l'azienda, di ritirarci dai tavoli tecnici ed avvieremo, contestualmente, un'azione legale per condotta antisindacale».

Secondo il sindacato, utilizzare in questo modo gli specializzandi è in palese contrasto con una nota della stessa Aoup del 30 marzo 2011 in cui si scrive che l'attività dello specializzando «deve essere eseguita sotto la contestuale guida e verifica del medico tutore» e che «il personale medico in formazione, non dovrà essere inserito nei turni di reperibilità e nemmeno di guardia se non in presenza di un tutor».

E qui veniamo alla questione del tutor. «Nonostante quanto prescritto da leggi nazionali e regionali - dice Anastasio - non si è mai messo nero su bianco chi sia e che cosa faccia il tutor; al medico specialista ospedaliero non è attribuita formalmente alcuna funzione nella formazione degli specializzandi: nonostante ciò, egli non viene meno all'obbligo deontologico d'insegnare il mestiere ai più giovani, ma ogni giorno si trova con specializzandi di cui non conosce il livello di preparazione». Come dire che il "maestro" (di fatto, ma non di diritto) ha sempre allievi diversi, che non conosce o che vede per un certo periodo e poi non li rivede più. «Di certo si sa solo - continua il sindacalista - che il medico che in quel momento fa il "tutor" , spesso perché, semplicemente e casualmente, è il suo turno di servizio, ed è responsabile di tutto ciò che fa lo specializzando e che, in caso di evento avverso, è responsabile di una colpa "in eligendo" per aver scelto o utilizzato una persona non sufficientemente esperta e di una colpa "in vigilando" per non aver predisposto tutte le necessarie cautele per prevenire l'eventuale danno».

Nella lettera dell'Aoup del 2011 si scrive inoltre, nero su bianco, qualcosa che appare veramente una novità e cioè che il medico in formazione, quando si approccia al paziente, deve comunicargli a chiare lettere che è uno specializzando. La domanda sorge spontanea: quanti specializzandi si presentano come tali al paziente?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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