Nasce il museo delle radici contadine
Sarà inaugurato a Rigoli e narrerà l’epopea dall'800 al '900, sarà un racconto diffuso in più luoghi
Un sistema museale delle radici contadine composto da varie installazioni diffuse, sul territorio pisano in varie sedi - piccoli musei, scuole, aziende agricole, agriturismo, dimore storiche, luoghi significativi del territorio - per dare valore al cibo evidenziandone la relazione col territorio e con coloro che l'hanno prodotto.
Il progetto è denominato Radico e vuole dare più valore al cibo narrando la sua epopea locale, dall'800 al '900. Sarà inaugurato sabato prossimo alle 16 a Rigoli.
Radico si articola su tre livelli narrativi: le esposizioni, di cui il museo di Rigoli è la prima stabile, e segue le due temporanee fatte all'Agrifiera di Pontasserchio e a Lucca, mentre altre tre sedi espositive saranno aperte sul territorio nei prossimi sei mesi; il museo a scuola, a marzo in diverse scuole sarà realizzata una piccola esposizione monotematica affiancata dal “Mese della civiltà contadina” durante il quale, nelle scuole, si svolgeranno conferenze e lezioni didattiche; il museo in campo: nelle aziende agricole e negli agriturismo interessati sarà installata la mostra precedentemente allestita nelle scuole realizzando un museo diffuso e una cartina che colleghi i vari punti e che possa dare al turista intelligente la possibilità di farsi una lezione sul territorio seguendo il percorso indicato, guardando la campagna che percorre, leggendo il materiale prodotto, visitando i piccoli musei monotematici installati, mangiando il cibo buono collegato al museo appena visitato e, ove possibile, partecipando a momenti di cultura materiale. La collezione è composta da 200 pezzi donati in gran parti da privati.
Infine, spiegano i promotori dell'iniziativa (le associazioni Radici contadine e Ortipisani onlus), «gli artigiani ancora viventi, depositari di conoscenze antiche, verranno ospitati regolarmente nell'aula didattica del museo per mostrarne il lavoro, le competenze e raccoglierne le memorie».
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