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Medici a lezione da un pilota d’aereo
Un corso per imparare a gestire le situazioni di crisi e ridurre gli errori umani: dall’aviazione un prontuario di regole
PISA. Un pilota d’aereo diventa professore per una mattina e medici e infermieri dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana ascoltano attenti come bravi studenti. C’è un filo che unisce chi al comando di una cloche fa decollare un aereo e chi con un bisturi inizia un intervento chirurgico. Quale? L’errore umano e - in un caso o nell’altro - può costare vite umane. Ridurre questo rischio è fondamentale e c’è una metodologia che lo insegna.
È stato il pilota Dario Orsini, comandante italo-canadese della base Ryanair a Pisa, a salito in cattedra per tenere un corso a sei medici e sei infermieri che operano in sala operatoria, terapia intensiva e pronto soccorso.
Un pilota deve sapere gestire situazioni di crisi come un carrello che non si chiude, un motore che perde giri, minacce meteo; così un’équipe di medici deve fare i conti con un’emergenza improvvisa o un imprevisto che può mettere in pericolo la vita del paziente. In ambedue i casi, occorrono professionalità e sangue freddo. E per ridurre l’errore umano (che in percentuale non si può eliminare) occorre un’organizzazione del lavoro più orizzontale che verticistica, un’attenzione maniacale a quelle che sono le procedure e un controllo di esse, un briefing prima del volo (o prima dell’intervento chirurgico) per sapere bene le difficoltà che si prospettano e come risolverle. E nel caso di un errore, non va puntato il dito contro chi ha sbagliato, ma capire perché quell’errore sia potuto accadere nello scopo che non si ripeta più.
«Ci sono gli errori causati dall’abitudine del gesto che si compie e gli errori umani che sono anche quelli che creano più danni - ha spiegato il comandante Dario Orsini - e un lavoro di squadra è fondamentale per ridurre il numero di questi errori».
Orsini ha spiegato come sia stata la Nasa per prima, con l’aiuto di psicologi, a formare il proprio personale alla gestione di situazioni di crisi. Il metodo è poi migrato nelle compagnie aeree anglosassoni e, oggi, le compagnie che non hanno il personale addestrato secondo le regole del Crm, non possono decollare e atterrare in Europa. E questo obbligo, la dice lunga su quanto sia importante conoscere bene questo metodo e lavorare nel rispetto delle regole.
«La persona sotto stress non ragiona come in una situazione normale ed è più facilmente portato a commettere l’errore» ha spiegato il pilota della Ryanair che ha voluto sottolineare come il lavoro di squadra sia più efficae rispetto a un’organizzazione del lavoro verticistica. «Lavorando tutti insieme, usando tutte le risorse disponibili, si riduce l’errore - ha continuato Dario Orsini -. Lavorando tutti insieme, lo stress si riduce, il lavoro è più fluido e salgono anche le motivazioni».
Dalla Nasa alle compagnie aeree e ora il passaggio negli ambienti ospedalieri dove un errore può essere fatale come può accadere al pronto soccorso, in sala operatoria e in terapia intensiva. Nell’ambito ospedaliero, questo metodo si chiama Medical Crm (Crisis resource management) e ha lo scopo di sapere gestire una situazione di crisi.
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