Il presidio
Anche tre numeri al solito portone e il postino va in tilt
Nuovi civici sommati ai vecchi rimasti dov’erano prima creano una grande confusione fra le vie del centro di Calci
CALCI. In via XX Settembre, tutti insieme 326, 247 e 44. Ma non è un caso isolato. I numeri civici, non di rado, risultano troppi. «Troppa grazia, Sant’Antonio!», commenta Enrico Battaglini, titolare di un’impresa di pulizie, il quale rispolvera un detto popolare che nella circostanza appare calzante. Aveva cercato di attuare una sanatoria generale, qualche anno fa, l’assessore Felice Forino che volle piastrelle di buona qualità con impressi numero, via e stemma del Comune. Si verifica adesso una certa confusione. Si va avanti tra sorrisi di sufficienza e tra battute sarcastiche. Chi non trova affatto divertente la situazione, per certi aspetti paradossale, sono i portalettere. C’è da capirli. In effetti esiste una certa confusione. In difficoltà coloro che si avventurano nel dedalo di strade, viuzze, vicoli ma anche percorrono piazze importanti. Peggio per chi è chiamato a sostituire i postini titolari.
«In effetti – dice Francesco, giovane precario che distribuisce la corrispondenza – incontriamo non pochi intoppi. Qual è il numero giusto quando i numeri sono più di uno? Personalmente ce la metto tutta cercando di svolgere con scrupolo il lavoro, questo è la prima volta che lo faccio, tra l’altro con piacere. Certo è che non sempre a quel dato numero abita la persona o il nucleo familiare come indica l’indirizzo sulla busta. E allora bisogna cercare di rintracciare il destinatario e identificare il civico giusto fra quelli riportati sul muro accanto al portone d’ingresso. Anche due o tre numeri … e magari lì non ci sta a chi va la lettera o la cartolina o il giornale».
«Nelle località alte le cose si complicano ulteriormente – porta la testimonianza Ragona, un altro portalettere – per esempio al Colle negli edifici isolati non esiste talvolta nessun numero. Non ci arrendiamo comunque. Un altro problema: ci sono, sul territorio comunale, due via Della Chiostra, precisamente a Castelmaggiore e alla Pieve. Due località distanti. Non tutti siamo come Antonella, la veterana nostra collega, la quale sa tutto. E poi – aggiunge Ragona – va considerato che qualcuno tra i cittadini da tempo ha chiesto nelle sedi competenti di prendere nota del cambio di residenza. Niente, non succede niente. In ogni caso cerchiamo di evitare che la posta torni indietro e vada ad accumularsi in ufficio dove avviene il primo smistamento”.
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