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Patologie psichiatriche dietro la violenza sulle donne

Patologie psichiatriche dietro la violenza sulle donne

PISA. Si parla di chi maltratta. L'attenzione si concentra non sull'ultimo anello di una catena tragica, donne tormentate, maltrattate e uccise, ma si va alla radice e ci si occupa di chi perseguita,...

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PISA. Si parla di chi maltratta. L'attenzione si concentra non sull'ultimo anello di una catena tragica, donne tormentate, maltrattate e uccise, ma si va alla radice e ci si occupa di chi perseguita, uccide, rende la vita impossibile. Si parla di centri per maltrattanti e a Pisa si dovrà lavorare per indicare quali istituti e in che modo potranno affrontare questo problema, quali medici, quali strutture dovranno avere in carico persone che molto spesso hanno veri e propri disturbi caratteriali o psichiatrici. Di femminicidio si è parlato nell'ultima riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, esaminando recenti modifiche normative. Dalla riunione è emersa la necessità di discutere la problematica anche nell'ambito della conferenza permanente fissata dal prefetto, Francesco Tagliente, per il 5 dicembre. Inoltre sul sito della prefettura, www.prefettura.it/pisa, alla sezione femminicidio, è possibile trovare le novità legislative e le iniziative sull'argomento. Bisogna dire che di chi maltratta Tagliente aveva già parlato a fine maggio, nel corso di un convegno tenutosi alla Scuola Normale proprio sulla violenza di genere.

«Il legislatore - aveva detto - è opportunamente intervenuto su un aspetto spesso sottovalutato, ma decisivo in questo tipo di reato: la condizione del maltrattante. Il supporto e l'aiuto a quest'ultimo sono un presupposto necessario, accanto agli strumenti penali, per prevenire il reato o evitare che si manifesti di nuovo. I dati forniti da chi studia il fenomeno evidenziano, del resto, che gli autori di tale comportamento manifestano quasi sempre disturbi della personalità e patologie di natura psichiatrica».

Le novità legislative affrontate dalla prefettura sono state l'inasprimento delle pene, l'arresto obbligatorio in flagranza per i reati di maltrattamenti in famiglia e di stalking, l'allontanamento d'urgenza dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, l'obbligo di mantenere segreta l'identità di chi denuncia, il gratuito patrocinio per le vittime, l'ammonimento del questore anche in assenza di querela, la possibilità di sospensione della patente di guida all'ammonito, il permesso di soggiorno per le straniere maltrattate. In particolare si è parlato dell'introduzione dell'obbligo di informare l'ammonito sui servizi sociali e assistenziali presenti sul territorio, come i consultori, i servizi di salute mentale e quelli per le dipendenze.

Candida Virgone

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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