Il Tirreno

Pisa

Misericordia, spiraglio per la cassa integrazione

di Danilo Renzullo
Misericordia, spiraglio per la cassa integrazione

Incontro in Regione con i sindacati, l’assessore ha mostrato la sua disponibilità I presupposti ci sono tutti e non sarebbe un aggravio sull’Arciconfraternita

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PISA. Una flebile luce in fondo al tunnel. A distanza di quasi un mese dall'invio delle lettere di licenziamento, si apre uno spiraglio nella vicenda della Misericordia.

Durante l'incontro di mercoledì scorso in Regione, l'Arciconfraternita pisana non ha chiuso alla possibilità di chiedere per i 32 dipendenti licenzianti la cassa integrazione in deroga, ammortizzatore sociale per il quale ci sarebbero tutti i presupposti e le risorse per attivarlo.

Una posizione, quella della Misericordia, che secondo i sindacati potrebbe essere l'inizio di un percorso che porti al ritiro della mobilità.

Le parti si sono incontrate ad un tavolo convocato in Regione su sollecitazione del Comune e della Provincia di Pisa e da Cgil, Cisl e Uil.

Per la Misericordia erano presenti il governatore Luigi Marchetti e il manager Orvietani.

«Durante l'incontro – spiega Gianluca Federici, segretario della Cisl di Pisa – l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini ha sollecitato la Misericordia a ritirare la mobilità e quindi i licenziamenti e a chiedere l'attivazione della cassa integrazione in deroga». I rappresentanti della Misericordia si sono impegnanti a riferire al magistrato la possibilità di attivare l'ammortizzatore sociale, che non rappresenta un aggravio di costi per l'Arciconfraternita.

Secondo le istituzioni, e in particolare la Regione, ente deputato all'esame delle richieste di cassa integrazione, ci sarebbero tutti i presupposti per l'attivazione dell'ammortizzatore sociale.

«Le istituzioni – aggiunge Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil di Pisa – hanno evidenziato l'assenza di problemi ad una eventuale concessione della cassa integrazione in deroga. Possiamo quindi affermare che ci sono maggiori elementi per una sua possibile attivazione. Siamo ragionevolmente fiduciosi – prosegue Francese – che l'ulteriore chiarificazione da parte delle istituzioni possa indurre una positiva riflessione sul ritiro del provvedimento di licenziamento».

«Durante l'incontro – aggiunge Renzo Rossi, segretario provinciale della Uil di Pisa – è emersa anche la certezza della copertura finanziaria dell'ammortizzatore sociale».

«Gli alibi della Misericordia - continua Rossi - quindi, non reggono più perché la cassa integrazione in deroga non aggrava i conti dell'Arciconfraternita, risolve un problema sociale e può aprire un percorso per cercare di riconvertire e ricollocare i lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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