Il Tirreno

Pisa

Cibo, arte, calcio È la sfida globale tra Pisa e Livorno

di Luca Lunedì

Nel libro di Guerri e Marsili un lungo duello fatto di derby su venti temi sviluppati attraverso racconti e poesie

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PISA. Metti un pisano e un livornese a tavola, durante un aperitivo. Novantanove volte su cento finisce male ma a volte viene fuori un incontro di genialità che un editore coraggioso traduce in un libro. “Galileo vs Modì” è questo, la rivalità più famosa dello stivale giocata in punta di penna o come recita il sottotitolo «L’eterna lotta fra Pisa e Livorno in 20 derby letterari». A mettere insieme i due capitani delle squadre ci ha pensato un romagnolo, Francesco Giubilei direttore della Historica Edizioni che commissiona a David Marsili, portavoce labronico, una raccolta di racconti di autori pisani in vista dell’imminente Pisa Book Festival ma «appena messo giù il telefono – racconta lo stesso Marsili – mi rendo conto che sono livornese». E così pensa di coinvolgere un pisano, Federico Guerri «perché quando Livorno ha un problema chiama Pisa». I due si mettono al lavoro e, come avviene nei campetti di periferia, scelgono le squadre. Ad ognuno dei componenti fanno raccontare Pisa e Livorno da un diverso punto di vista lanciando il tema della sfida. E così ognuno gioca le carte migliori della propria città: se Guerri si gioca la cecìna, Marsili risponde col cacciucco, se Marsili si gioca Modigliani Guerri risponde con Galileo. Nessun aspetto è dimenticato, dalla scienza alla politica, dal calcio alla geografia. Come ogni sfida c’è bisogno di un risultato e quello è lasciato ai lettori che alla fine di ogni racconto possono decidere quale squadra ha vinto mettendo 1, X o 2. Alla fine, la somma, dirà quale città ha prevalso. Fino alla prossima sfida.

Cecìna vs Cacciucco. Salvatore Zappia prende spunto dal film “Cloud Atlas” e racconta la cecìna spaziando fra diversi piani temporali dalla battaglia della Meloria fino al 2124 per poi tornare sulle spallette con una schiaccina unta in mano. Per Annalisa Marangio invece l’odore del Cacciucco ha l’effetto delle madeleine per Proust ed è sufficiente per ripercorrere storie familiari abitate da nonni ormai scomparsi.

Torre Pendente vs Torre Marzocco. La giovanissima Chiara Saviozzi crea un’atmosfera cupa e quasi vittoriana per raccontare la torre pendente più famosa d’Italia e la fa abitare dalla Morte nientemeno mentre Emiliano Dominici fa vivere la torre del Marzocco attraverso gli occhi di un’anziana guida turistica che ha speso la vita a raccontarla ai turisti annoiati.

Pisa calcio vs Livorno calcio. Per i nerazzurri scende in campo Sergio Piergianni che veste i panni di un tifoso parecchio tifoso e anche parecchio fortunato che riesce ad arrivare alla partita per un pelo mentre Stefano Masoni veste di amaranto e ricorda i tempi di Amelia e Lucarelli e di quella volta che proprio il portiere segnò di testa…

Gioco del ponte vs Palio de’ gozzi. Altra giovane, Agnese Amato che racconta la tradizionale sfida fra quartieri della città da un punto di vista del tutto inusuale: quello del carrello oggetto della contesa mentre Paolo Spaziosi rivive l’infanzia di un vogatore, fatta di suoni e schizzi d’acqua, di urla e sudore per spingere il gozzo più avanti di un altro.

E poi ancora alieni che fondano il Pci e morti viventi al teatro Verdi, Mascagni e Piero Ciampi che parlano di musica, insomma tutto un ventaglio di stili e registri che alla fine decreterà l’unico vero vincitore: il lettore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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