House boat e metropolitana Il futuro è scritto sull’acqua
Si lavora a un piano regolatore per quel “porto diffuso” che è la golena d’Arno E l’assessore Zambito prepara una riorganizzazione normativa dei rimessaggi
PISA. Pisa potrebbe essere come Amsterdam, Londra e Parigi. La nostra città ha una grande ricchezza, il suo fiume. Peccato non sia sfruttato a pieno. Un convegno della Navicelli spa mette in campo una serie di progetti perché l'Arno diventi una via d'acqua navigabile per i turisti, per i pendolari, per i diportisti e per il settore economico della nautica. Tanti progetti stanno per essere presentati sia in Regione che presso la Comunità europea per prescare i finanziamenti. Innanzitutto il Comune vuole addivenire ad un piano regolatore del porto che comprenda anche quel "porto diffuso" che è la golena d'Arno con oltre 2500 posti barca quasi dieci volte di più di quelli del Porto di Marina. E poi c'è il presidente della Navicelli spa che lancia l'idea di una house boat in Arno dove possano dormire i turisti. Durante il convegno c'è stata poi la firma del protocollo tra i Comuni di Cascina e Pisa sulla "metropolitana d'acqua" dalle località dell'ansa dell'Arno, al confine tra Pisa e Cascina, fino al centro città e poi verso il mare. Un battello elettrico che funziona come un tram fluviale con tanto di fermate. Il progetto vale circa due milioni di euro che dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) arrivare da fondi europei. L'assessore comunale Ylenia Zambito annuncia una riqualificazione della sponda sinistra dell'Arno, di tipo "normativo" per ora. «La golena d'Arno - dice Zambito - è purtroppo imprigionata in un decreto regio risalente al 1904 dove si prevede che i manufatti debbano essere ad una distanza minima di 10 metri dalla sponda e debbano altresì esser a dieci metri di distanza dalla strada». E' ovvio che ciò imbrigli non solo lo sviluppo ma anche la riqualificazione di tutti i manufatti lungo l'Arno. «Ci sono sentenze però che fanno ben sperare perché questa vetusta normativa possa ammettere eccezioni come nel caso nostro», dice Zambito. Caridi è l'unico toscano nel consiglio di amministrazione dell'Unione navigazione interna italiana. «E' un tassello importante che ci mette assieme alle città del Po' per la navigabilità interna a scopi turistici e di mobilità», dice lo stesso Caridi che lancia l'idea dell'acquisto di una house boat che consentirebbe ai turisti di dormire in Arno e di vistare la nostra ricchezza d'arte e naturalistica via acqua. «Il convegno - dice il sindaco Filippeschi - getta le basi per la presentazione di più progetti da condividere con la Regione e con altri soggetti pubblici e privati e si punta alla piena navigabilità del fiume Arno sia per motivi turistici ma anche per motivi di mobilità urbana per merci e persone». Ma i nodi principali restano. L'Arno è navigabile al massimo sei mesi l'anno a causa delle sue piene e del suo regime torrentizio (Il Tamigi, la Senna, il Reno e i canali di Amsterdam sono regimentati da chiuse monumentali). Dell'apertura dell'Incile che collegherebbe l'Arno con il Canale dei Navicelli si scriveva già quattro anni fa (Il Tirreno, 29 agosto 2009) quando si procedette all'analisi dei fanghi per la loro rimozione. La Regione deve metterci una pezza molto costosa per far navigare in placide acque i progetti pisani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
