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Corte Costituzionale, il presidente Silvestri ospite alla Normale
«Sulla legge elettorale la Consulta farà il suo dovere secondo coscienza e secondo la Costituzione»
«La Corte Costituzionale farà il suo dovere secondo la coscienza e secondo la Costituzione».
Lo ha detto il presidente della Consulta, Gaetano Silvestri, a Pisa, rispondendo a domande dei giornalisti sulla riforma della legge elettorale a margine di un seminario promosso dalla Scuola Normale e dalla Scuola Sant'Anna in collaborazione con il Senato e con la Camera sul tema "La decretazione d'urgenza nella fase del centrismo post bellico (1948-1958)".
Silvestri, a chi gli chiedeva di commentare le recenti prese di posizione politiche circa il comportamento che la Corte dovrebbe tenere, ha risposto: «Non commento le opinioni degli altri e auspico che il Parlamento possa fare una nuova legge elettorale, ma non ho elementi per dire se la farà o meno. Tuttavia le vicende interne ai partiti, soprattutto quelli nei quali oggi su verificano le maggiori fibrillazioni, non possono influenzare il percorso della Corte che è di natura istituzionale. La Consulta ha fissato un'udienza per lasciare uno spazio considerevole al Parlamento eventualmente per provvedere, dopodiché deciderà».
Quanto alla decretazione d’urgenza, Silvestri ha aggiunto: «Esistono sentenze della Corte Costituzionale che hanno puntualizzato i limiti della decretazione d'urgenza e che possono essere utilmente lette per vedere quali siano i limiti di questa prassi, che non può sostituire certamente l'ordinario procedimento legislativo del Parlamento».
«Spero come costituzionalista - ha aggiunto - che il sistema costituzionale regga e che regga soprattutto il principio fondamentale della divisione dei poteri: senza quello non c'è più lo stato di diritto. E il messaggio che lascio agli studenti che sono venuti ad ascoltarmi dico di studiare bene la Costituzione, perché lì c'è tutto».
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