Il Tirreno

Pisa

Liquori fatti con le erbe nate sul monte Pisano

di Pierluigi Ara
Liquori fatti con le erbe nate sul monte Pisano

Vengono prodotte dalla famiglia Taccola dal 1895 di padre in figlio e vendute dalla trattoria “Il Barrino”. Le fasi della lavorazione sono top secret

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CALCI. I liquori del Monte Pisano in mostra e in vendita nella storica trattoria della Valgraziosa “Il Barrino”. A produrre i liquori sono i Taccola, famiglia che dal 1895, di padre in figlio, si tramanda l’azienda artigianale che porta il suo nome. Inutile cercare questi liquori su internet o su riviste specializzate. Qui la tecnologia non trova troppo spazio, infatti tutto viene “fatto in casa” sotto il ligio controllo di Vinicio Taccola il quale, nonostante la veneranda età (è ultranovantenne), elabora e verifica tutte le fasi della lavorazione.

Fino a qualche tempo fa Vinicio si occupava direttamente della distribuzione dei suoi liquori, che finivano in prevalenza nei bar della provincia di Pisa e nelle caratteristiche botteghe sotto casa. Adesso al “Barrino”, nel centro del paese, ampio spazio è dedicato alle vetrine con i liquori del monte pisano e del lungomonte. Marzia e Michele Tozzini, gestori della trattoria, sempre attenti alla valorizzazione dei prodotti tipici locali.

Michele racconta un po’ di storia di famiglia. «Mio padre Gino - attinge allo scrigno della memoria - e Vinicio Taccola erano legati da profonda amicizia, una frequentazione che andava oltre il puro rapporto di lavoro. Si tratta di rapporti veri fatti di comprensione, di rispetto, di aiuto reciproco. Purtroppo babbo Gino non c’è più, è mio dovere continuare un certo tipo di rapporto con i Taccola, fino a che le nostre attività riusciranno a resistere alla dura prova dei giorni nostri».

Si fanno apprezzare, nella singolare rassegna, Elisir Verruca, rosolino di menta, cedrino, lo scaldino, praticello (ricorda da vicino il vecchio certosino), Vecchia Pisa, nocciolino, anice, mirto e via dicendo. Sul come si realizzano, il procedimento è tenuto rigorosamente segreto. Le fasi della lavorazione artigianale conservano il fascino delle cose antiche. Assidua dedizione già nella ricerca della materia prima. Severissima la selezione delle erbe fra le balze e gli speroni rocciosi del monte pisano, nelle aree verdi della vallata. Esperti qualificati non lasciano nulla al caso. Minuziose le diverse operazioni con lavaggi quanto mai accurati prima di ottenere soluzioni multicolori. Il vapore è poi strumento determinante sotto l’occhio attentissimo di tecnici preparati e votati alla produzione. Il risultato finale è eccellente, come possono constatare, in sede di degustazione, i cittadini attratti dalla novità. Il fatto che si tratta dei liquori del lungomonte pisano già di per sé rappresenta un motivo di grande curiosità. L’interesse crescente si coglie nella presentazione delle bottiglie, tutte ben curate con le etichette ammiccanti, le diciture esplicative, i sigilli artistici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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