Il Pd condanna l’intimidazione all’assessore Zambito
PISA. «Un grave atto contro il futuro di Sant'Ermete». Il Pd stigmatizza i fatti accaduti lunedì scorso durante una assemblea pubblica per discutere dei progetti di edilizia popolare nel quartiere...
PISA. «Un grave atto contro il futuro di Sant'Ermete».
Il Pd stigmatizza i fatti accaduti lunedì scorso durante una assemblea pubblica per discutere dei progetti di edilizia popolare nel quartiere (alla quale erano presenti i tecnici del Comune, l'assessore alla casa Ylenia Zambito e il presidente di Apes Lorenzo Bani), sospesa dopo una dura contestazione sfociata nella distruzione di un plastico che mostrava il quartiere del futuro e il lancio di un microfono.
Secondo il Pd è «un atto grave e inqualificabile, un metodo intimidatorio inaccettabile che rifiutiamo e denunciamo con forza, ma anche un motivo in più per difendere la democrazia, la libertà di partecipazione ed espressione contro ogni violenza e intolleranza».
«Tra pochi mesi – spiega Paola Balestri, segretaria del circolo Pd di Putignano-S.Ermete-Ospedaletto e Coltano - si concluderanno i lavori di costruzione dei primi appartamenti di edilizia popolare in via Socci e alla fine del 2014 inizieranno le demolizioni delle vecchie case popolari di S. Ermete. Dopo decenni di attese saranno pronti 256 nuovi appartamenti (50 in più rispetto agli attuali): un investimento di 23 milioni di euro che disegnerà un quartiere diverso, con abitazioni moderne ed ecologiche, parcheggi interrati, percorsi pedonali e ciclabili più sicuri, verde pubblico e aree di socialità. Questi sono gli argomenti che dovevano essere discussi nell'assemblea, se un gruppo di contestatori non avesse più volte interrotto l'iniziativa con prepotenza verbale e non solo, fino a decretarne la prematura e obbligata sospensione».
«Questo deplorevole episodio – continua Balestri – non è stato soltanto un mirato e premeditato attacco politico, ma soprattutto un'azione dannosa per i cittadini interessati al loro futuro. Strumentalizzare la legittima rabbia e frustrazione di persone che vivono in situazioni di disagio abitativo non è giusto, fare la lista di ciò che non va e dei problemi da risolvere è molto più semplice del proporre soluzioni concrete, ma non porta alcun beneficio. Con urla e contestazioni non si risolvono i problemi né si costruiscono case».(d.r.)
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