Il Tirreno

Pisa

Pd, quando le tessere sono «come le scarpe di Lauro»

di Gianluca Campanella
Pd, quando le tessere sono «come le scarpe di Lauro»

L’ex consigliere comunale Luigi Branchitta lancia dure accuse su Facebook «C’è chi fa aumentare gli iscritti a urne aperte per favorire un candidato»

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PISA. Luigi Branchitta, ex consigliere comunale, vola altissimo e cita persino la Bibbia; ma nella sostanza il presidente del circolo Pd di Pisanova si aggiunge a quanti denunciano le storture di un congresso di partito alterato dal presunto tesseramento gonfiato, che favorisce un candidato a senso unico. Ieri il Tirreno ha riportato l’accusa di Vladimiro Basta, presidente del circolo del Cep-Barbaricina; di prima mattina Branchitta legge il giornale e posta su facebook: «Pensavo fosse una cosa isolata, che riguardasse solo Pisanova, fatta per dimostrare chi ha i muscoli; invece leggo che anche al Cep è successo lo stesso e sempre con gli stessi personaggi».

Lunedì scorso, infatti, poco dopo il termine del suo congresso di circolo, Branchitta aveva scritto: «Congressi Pd: quando le tessere sono come le scarpe di Lauro! “Anche questo ho visto sotto il sole”». La citazione è doppia: l’armatore Achille Lauro, che si favoleggia regalasse a suoi elettori una scarpa sinistra prima del voto e quella destra dopo; poi il passo biblico del Qohelet in cui un uomo piccolo e saggio «sotto il sole» salva la sua piccola città dall’assedio di un gran re. Non ci spingiamo a farne l’interpretazione autentica, ma se le accuse che giungono da più parti fossero dimostrate, qualcuno starebbe favorendo la conferma alla segreteria comunale dell’uscente Andrea Ferrante. E va detto che il “gran re” sulla carta sembra non aver bisogno di aiutini, poiché sulla sua candidatura convergono i voti di cuperliani e renziani; mentre il “piccolo uomo” Sandro Gallo, lo sfidante, è appoggiato dai civatiani e da un’area di democratici critici verso la gestione del partito. Né Ferrante né Gallo vogliono commentare quello che sta succedendo; e sia Basta ieri, che Branchitta oggi si limitano alla denuncia pubblica, senza ricorrere agli organi di garanzia del partito.

Il presidente del circolo Pisanova commenta sul social network: «La storia di sicuro non deve invalidare i congressi; registriamola solo come un fatto spiacevole ordito da mandanti ed eseguito da personaggi senza scrupoli».

Ma resta il problema delle regole che permettono il tesseramento a urne aperte: se questo è l’antipasto, cosa succederà l’8 dicembre quando si vota per la segreteria nazionale? Renzi, alle primarie per la premiership perse l’anno scorso, voleva il cambio di regole al ballottaggio per inserire all’ultimo minuto persone non registrate. Questa volta non sono riusciti a fermarlo, ma non si può certo dire che Bersani e gli altri nel 2012 non avessero una qualche ragione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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