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Furto in villa, rubata anche la Mercedes
Per la quarta volta i ladri sono tornati di notte nella zona alta di Calci e forse hanno utilizzato sostanze narcotizzanti
CALCI. Notte brava dei ladri a Val di Vico, sopra la Gabella, dove si accaniscono contro un’abitazione mentre i padroni di casa dormono. Con tutta probabilità sono state sparse nei locali sostanze soporifere e narcotizzanti. In precedenza, a più riprese, nella stessa villa erano stati messi a segno ben tre colpi. Allora il bottino era risultato nell’ordine di molte migliaia di euro. E anche stavolta l’ammontare della refurtiva è rilevante: infatti è stata rubata una Mercedes.
I malviventi hanno fatto irruzione in una casa signorile di via Guglielmo Marconi, dove risiedono Maurizio e Paola Cei, noti imprenditori nel settore edilizio e del rifacimento delle strade. Dopo aver sfondato la porta che immette in cucina, hanno arraffato soldi, carte di credito e oggetti vari, ma obiettivo principale è sembrato essere un auto di lusso di grossa cilindrata: si tratta di una Mercedes, di colore nero, che si trovava posteggiata nel cortile. Per portarla via gli intrusi si sono impossessati delle chiavi custodite su un mobiletto, compreso il telecomando con il quale è stato poi aperto il cancello attraverso il quale, a bordo della macchina rubata, è avvenuta la fuga.
I carabinieri della stazione di Calci, cui è stato denunciato il fatto, si sono portati sul posto per avviare le indagini del caso. Dalla ricostruzione dell’accaduto si sono potute stabilire le fasi rocambolesche del furto, davvero clamoroso. Racconta Maurizio Cei, molto conosciuto anche perché già magistrato della squadra di Calci al Gioco del Ponte e ai vertici del calcio locale. «È la quarta volta e mia moglie Paola ha paura e vuole cambiare casa». E aggiunge: «Il fatto deve essere successo intorno alle quattro del mattino, secondo una valutazione realistica. Sono arrivati dalla parte del monte e hanno così evitato di scavalcare o forzare il cancello, che era chiuso. Infatti, come hanno potuto rilevare gli uomini dell’Arma, sul pavimento sono state trovate tracce di terra lasciate dalle scarpe, segno inequivocabile del luogo da dove sono arrivati i malviventi.
Nel racconto dei Cei le fasi concitate del raid. «Noi dormivamo e non ci siamo accorti di nulla anche perché la camera da letto è situata al primo piano. Al pianterreno sono state svaligiate le stanze. Svuotata una borsa di mia moglie, spariti i soldi e ciò che c’era di più prezioso. Sorte analoga per il mio portafogli con il denaro e le carte di credito, oltre i documenti importanti che riguardano il lavoro. Rubate le chiavi dell’auto e del telecomando. Soltanto quando ci siamo svegliati, è stato scoperto quanto era successo”. Questo è l’ultimo della serie di furti che subiamo, il quarto per l’esattezza. Siamo increduli e sbalorditi, soprattutto molto preoccupati.
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