Il Tirreno

Pisa

Sindacati all’attacco

«Licenziamenti alla Misericordia nel silenzio delle istituzioni»

di Carlo Venturini

PISA. «E’ uno sfregio ai lavoratori ed alla città se nel silenzio di tutti si licenziano decine di lavoratori». Cgil, Cisl e Uil, dopo l’arrivo di oltre 30 lettere di licenziamento ai lavoratori...

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PISA. «E’ uno sfregio ai lavoratori ed alla città se nel silenzio di tutti si licenziano decine di lavoratori». Cgil, Cisl e Uil, dopo l’arrivo di oltre 30 lettere di licenziamento ai lavoratori della Misericordia, accusano Comune, Provincia, i partiti di maggioranza e di minoranza della città di fare come Ponzio Pilato e cioè di lavarsi le mani. I tre sindacati chiedono il ritiro delle lettere di licenziamento; in caso contrario procederanno a costituire un pool congiunto di legali, perché assistano i licenziati per il trattamento di fine rapporto, le indennità di ferie non godute, i salari non riscossi. «A Pisa si inaugura una stagione in cui nel silenzio di tutti si licenziano decine e decine di dipendenti», dice Gianfranco Francese, numero uno della Cgil. E lo dice agitando il libro della Conferenza episcopale italiana, sul diritto al lavoro. «Si possono inaugurare nuove pavimentazioni e fare l’Internet Festival, ma ricordo a tutte le autorità civili, religiose e morali che prima di tutto viene il lavoro e la dignità dei lavoratori».

«Aspettiamo un segno dalla curia, che prenda le distanze sui licenziamenti ritirando ad esempio i suoi tre membri presenti all’interno della magistratura della Misericordia», chiede Gianluca Federici della Cisl. «Abbiamo trovato più trasparente parlare e trattare con l’Unione industriale che con la Misericordia - dice Renzo Rossi della Uil -. E’ indecoroso che il sindaco, il presidente della Provincia e la curia permettano questi licenziamenti senza prendere una netta posizione». Francese parla di «comportamenti omertosi» da parte di tutte le istituzioni pubbliche che «non parlano, non sentono, non vedono». Federici rincara la dose: «In questa città ormai tutto viene gestito dai poteri forti ed i nostri lavoratori sono stati fin troppo educati».

Il numero delle lettere di licenziamento arrivate ai dipendenti della Misericordia non è ancora certo. «Per ora dovrebbero essere una trentina», dicono i sindacati. «Sono sicura che a me arriverà lunedì», sbotta una lavoratrice della Confraternita intervenuta alla conferenza stampa. In totale queste lettere dovrebbero arrivare a 59 persone. All’incontro del 29 tra vescovo e sindacati, questi ultimi non hanno ancora deciso se andare. «C’è stata poca trasparenza e pochissima coerenza da parte dei manager della Misericordia, che sembra siano stati chiamati proprio per fare un repulisti di dipendenti», dicono i sindacati. «Il buco di 12 milioni di euro - concludono - lo ha fatto chi ha gestito la Misericordia, e devono sentirsi responsabili anche i controllori dei bilanci e dunque chiediamo ai giudici che vadano avanti nelle loro indagini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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