Ctt Nord, personale verso lo sciopero
Fallito il tentativo di conciliazione voluto dal prefetto. I sindacati: «Meno soldi con l’applicazione del contratto ex-Clap»
PISA. Il muro contro muro tra sindacati e Ctt Nord continua e i disagi per gli utenti del trasporto pubblico locale si moltiplicano. Nei prossimi giorni, un nuovo sciopero potrebbe mettere ko il servizio. Mentre il “caso” della strana epidemia che si è diffusa tra gli autisti della Ctt Nord è arrivato in Procura, il misterioso virus continua a mietere “vittime”. Dopo i 55 autisti malati di giovedì scorso, ieri, sempre per malattia, sono rimasti a casa 46 autisti. E i disagi di due giorni fa si sono ripetuti: decine le corse saltate e centinaia gli utenti rimasti a piedi.
Altri “malati”. Oggi si prevedono altri problemi, seppur minori, per chi viaggia in autobus: secondo le previsioni aziendali mancheranno infatti almeno 30 autisti. Picchi di assenza per malattia che l'azienda ritiene anomali visto che il numero medio di assenti per malattia e infortuni che di norma si registra in questo periodo dell'anno è di 19 persone.
La mediazione. Il prefetto Francesco Tagliente ha cercato di lenire i malesseri convocando l'azienda e le parti sociali, anche per trovare una via di uscita al braccio di ferro che da quasi un anno vede le parti contrapposte nella trattativa sui contratti integrativi, la cui disdetta ha portato all'applicazione dei contratti di secondo livello in vigore all'ex Clap di Lucca.
«Meno soldi». I sindacati (Filt-Cgil e Faisa-Cisal) lamentano «che la Ctt Nord, pur in mancanza di un accordo con i rappresentanti dei lavoratori, ha applicato dal 1° ottobre il contratto integrativo in vigore all'ex Clap di Lucca, con la conseguente perdita di circa 200 euro al mese per ogni lavoratore». «Sembra – accusano i sindacati – che la Ctt Nord voglia scaricare il costo del recupero di redditività solo sui lavoratori che avevano chiesto di applicare il contratto nazionale che consente rimodulazioni in sede locale. Richiesta che non ha trovato accoglimento».
L’alternativa non c’è. Alfredo Fontana, presidente della Ctt Nord, sottolinea invece che «l'azienda ha chiesto ai rappresentanti dei lavoratori una proposta alternativa che, ad oggi, non è emersa e pertanto l'azienda non può che applicare il contratto ex Clap. La Ctt Nord non vuole scaricare sui lavoratori i costi di recupero di redditività, ma intende solo applicare i parametri standard regionali, in vista della prossima gara unica regionale per l'affidamento dei servizi».
Tempi e intesa. Per trovare un accordo c'è tempo fino al 10 novembre, giorno in cui vengono emesse le buste paga del mese di ottobre. Il prefetto, al fine di scongiurare uno sciopero, ha invitato le parti a proseguire il confronto. Invito raccolto dalla Ctt Nord che si è resa disponibile a «proseguire il confronto, a rivedere i turni attuali della sede di Pisa per migliorarne la qualità delle prestazioni, a posticipare la modifica dell'orario di lavoro delle officine, a posticipare la definizione dei quadri turno con la rotazione dei riposi per il bacino di Pisa e di Livorno e a posticipare l'elaborazione dello stipendio di ottobre al 20 novembre». Anche i sindacati si sono dichiarati disponibili ad accogliere l'invito del prefetto «a condizione che l'azienda sospenda l'applicazione dei contratti integrativi ex Clap».
Niente firma. Alle buone intenzioni, però, non seguono i fatti. I sindacati, infatti, non hanno sottoscritto il verbale del tentativo di conciliazione perché la Ctt Nord ha proposto solo una sospensione temporanea dei contratti ex Clap. Lo stato di agitazione indetto la scorsa settimana quindi continua e i sindacati si dicono pronti a proclamare un nuovo sciopero.
Danilo Renzullo
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