Strana epidemia tra gli autisti della Ctt Fermi decine di bus
Colpiti dal virus 47 conducenti. Il presidente: «Solo un caso» Trasporto pubblico in tilt e gravi disagi per i cittadini
PISA. Il trasporto pubblico locale si ferma causa “malattia”. Quella di ieri è stata un'altra giornata nera per il trasporto pubblico: decine di autobus fermi ai box, corse saltate e utenti inferociti. E i disagi potrebbero durare per giorni.
A causare l'ennesimo blocco del trasporto pubblico un improvviso (quanto strano) virus influenzale che ha colpito almeno 47 autisti della Ctt Nord in servizio a Pisa mettendo ko il servizio urbano ed extraurbano per tutta la giornata. Il “virus” ha colpito 24 autisti impegnati nel turno della mattina e 23 sul turno del pomeriggio. A questi vanno aggiunti altri venti (circa) autisti che da alcuni giorni sono in malattia. Calcolando che in totale, ogni giorno, vengono attuati circa 160 turni (90 di mattina e 70 di pomeriggio), ieri circa il 30% dei turni lavorativi non è stato effettuato. Secondo fonti aziendali, dei 47 autisti malati, cinque hanno inviato un certificato medico di un solo giorno. Il restante (42) di più giorni. I disagi, quindi, si ripeteranno sia oggi che prossimamente.
Di recente una “epidemia” simile aveva colpito gli autisti della ex Atl di Livorno (che insieme alla ex Clap di Lucca e all'ex Cpt di Pisa oggi fa parte della Ctt Nord), con almeno trenta autisti assenti per malattia. Il presidente della Ctt Nord, Alfredo Fontana, preferisce non commentare l'accaduto imputando al caso il numero così alto di malati. «È forse solo una coincidenza», dice Fontana. Ma i dubbi restano. Da mesi, infatti, è in corso un braccio di ferro tra azienda e sindacati che rischia di far esplodere il servizio di trasporto pubblico, soprattutto nel territorio pisano. La scintilla è stata accesa lo scorso gennaio quando l'azienda ha disdetto i contratti integrativi dei dipendenti ex Cpt al fine di stipulare un contratto di secondo livello unico per tutti i dipendenti della società. Ne è scaturita una lunga e complicata trattativa che, poche settimane fa, si è conclusa con un mancato accordo. L'azienda ha quindi applicato i contratti in vigore alla ex Clap di Lucca che, per i dipendenti ex Cpt, significa una decurtazione dello stipendio di almeno 250 euro mensili.
In seconda commissione controllo e garanzia del Comune, i vertici della Ctt Nord hanno confermato l'esigenza di intervenire sul costo del lavoro per raggiungere gli standard imposti dalla gara per l'individuazione del gestore unico regionale e far fronte al buco di bilancio di circa cinque milioni di euro. I sindacati, invece, puntano il dito contro «l'incapacità manageriale di alcuni dirigenti» come causa delle difficoltà dell'azienda. Il braccio di ferro è destinato a durare. E a farne le spese saranno gli utenti: appiedati e arrabbiati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
