Italia
La città pregusta l’arrivo del presidente Obama
Il governatore Rossi: «Pronti a mettere a disposizione la villa del Gombo» Le associazioni dei commercianti: spot importantissimo sul mercato Usa
PISA. Pisa già pregusta l’arrivo di Obama. L’invito fatto dal premier Enrico Letta al presidente degli Stati Uniti è stato un altro mega-spot per la città. Il sindaco Filippeschi ha preso la palla al balzo, annunciando che formalizzerà l’invito con una lettera. Anche il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha aperto le porte: «Pronti a ospitare Barack e Michelle Obama nella villa presidenziale del Gombo, a San Rossore».
«Il presidente Letta sta dimostrando tutto il suo amore per Pisa - dice il presidente di Confesercenti area pisana, Antonio Veronese - e per l’immagine turistica è l’ennesimo scatto in avanti. Una visita di Obama, infatti, avrebbe una risonanza mondiale. E’ bastato solo l’invito dell’altro giorno per far rimbalzare il nome di Pisa nei principali mezzi di informazione. A noi basta già che il nome di Pisa circoli negli Usa. Un nome unito alle bellezze e alla buona cucina».
«Con Enrico Letta ho vissuto un’indimenticabile esperienza di condivisione politica e impegno pubblico nella Dc - aggiunge il presidente di Confcommercio Luca Ciappi -. Per Pisa avere un alfiere nel mondo così prestigioso come Letta rappresenta un onore grandissimo e una splendida opportunità. La possibile visita del presidente Obama a Pisa avrebbe il vantaggio di proiettare il nostro territorio nel circuito globale delle mete cosiddette “in”, con evidenti ricadute positive in termini di immagine, di promozione e di riconoscibilità turistica. Sarebbe di fatto uno spot mondiale, permetterebbe di far parlare delle nostre bellezze in ogni parte del globo. Tra l’altro, Pisa è gemellata con Niles, una cittadina vicino Chicago, dove esiste una Torre Pendente costruita dalla comunità italiana».
La conclusione di Ciappi: «La visita di Obama sarebbe anche un formidabile stimolo e un pungolo in più: per migliorare, superare e oltrepassare tutte quelle criticità che ad oggi permangono e che, arrivi il presidente Obama o non arrivi, vanno superate una volta per tutte».
Daniele Benvenuti
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