Tasse più crisi, la casa del popolo soffre
Il presidente: «Tenere aperto costa 150 euro al giorno, ma non ci sono più entrate sufficienti. Il Comune ci dia una mano»
PISA. «Ogni giorno, all’apertura della saracinesca, il circolo ha bisogno di 150 euro per esistere, e le entrate corrispondenti non ci sono». Il grido di allarme arriva da Putignano, in particolare dal presidente del circolo Arci Carlo Scaramuzzino. Il quadro che dipinge è questo: più tasse, frequentatori giovani in calo e quelli abituali, soprattutto anziani, con meno soldi in tasca. In città, partendo dal caso dell’ex Colorificio, il dibattito sulle necessità di spazi di vita associativa è d’attualità. «Quella è un’esperienza importante, fatta di tante associazioni - specifica Scaramuzzino - ma non si dimentichino anche spazi come quelli delle case del popolo che esistono da oltre mezzo secolo e che oggi vivono una fase di difficoltà».
La casa del popolo di Putignano è nata nel 1946, grazie all’attività volontaria dei soci. Sottolinea Scaramuzzino: «Due giorni dopo la sua elezione il presidente della Regione Rossi lanciò la proposta di rilanciare la politica e la partecipazione dei cittadini partendo dall’esperienza delle case del popolo. Ma, a distanza di tre anni, nulla è avvenuto. Anche il sindaco, partecipando alla festa per i 65 anni del circolo, ripropose lo stesso tema: ad oggi nulla si è mosso».
Qualche conto in tasca al circolo (350 soci) alla voce uscite: 4mila euro di Tarsu, altri 4mila di assicurazione, oltre mille mensili di bolletta elettrica, l’abbonamento per le partite di calcio in tv, la Siae, i costi ordinari di manutenzione. «Quattromila euro di tassa rifiuti - dice Scaramuzzino - significa che ogni giorno paghiamo 10 euro al Comune. Eppure il circolo svolge gratuitamente anche attività in carenza di iniziativa dell’amministrazione. Il nostro Parco Robinson, unico spazio giochi per bambini aperto al quartiere, è molto frequentato: il mantenimento è a totale carico nostro».
Tra l’altro, il nuovo attesissimo sottopasso esproprierà una buona fetta del Parco, «che avrà bisogno di essere riorganizzato con grandi costi - fa sapere Scaramuzzino -. Inoltre il tracciato invade l’ingresso carrabile del circolo. Al momento non siamo neppure a conoscenza del progetto come vorrebbe la legge».
Il circolo non è un’attività commerciale e l’attività politica per chi utilizza gli spazi è gratuita. «Questa è la realtà ed è sempre più difficile: basta chiederlo alle socie che tutti i lunedì fanno il patwork, agli anziani che trascorrono la giornata nei nostri locali, alla scuola che chiede i nostri spazi per attività extrascolastiche, a quanti frequentano d’estate le nostre attività». E i giovani, gli studenti universitari che ormai trovano alloggio anche in questa periferia attratti da affitti più bassi? «Il loro tempo libero ora lo passano soprattutto su Internet. Al circolo vengono quando ci sono degli eventi. Che però hanno un costo. E’ il cane che si morde la coda».
Il messaggio che arriva da Putignano è il seguente: questo patrimonio non va disperso. Nei giorni scorsi c’è stato un primo colloquio con l’assessore alla partecipazione Dario Danti per un progetto di rilancio. «L’Arci territoriale - aggiunge Scaramuzzino - da tempo vuole costruire un progetto anche come momento di memoria storica sul ruolo delle case del popolo nella fase di ricostruzione del Paese. Chiediamo alle istituzioni l’attenzione che un patrimonio come le case del popolo richiede per non sparire o essere snaturato». Una proposta: organizzare entro l’anno una “Notte rossa” della casa del popolo di Putignano, «una serata lunga di politica, cultura, gastronomia e attività ricreativa». Infine un appello alle associazioni: «Venite a vedere i nostri spazi e le opportunità di utilizzo: possiamo collaborare».
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