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Un museo civico sulla storia di Pisa in zona Cittadella
Sarà realizzato tra Arsenali, Torre Guelfa e Sostegno E l’Università proporrà mostre all’Orto Botanico
PISA. Come mettere “in rete” i musei pisani? Come farli conoscere al grande pubblico? Come renderli una vera risorsa sia in termini culturali che economico-occupazionali. Le risposte a queste domande sono ancor più di attualità pensando che l’offerta cittadina è destinata ad aumentare sempre più. Prima o poi, infatti, si riuscirà ad aprire il Museo delle antiche navi agli Arsenali Medicei di lungarno Simonelli. Stanno per cominciare in piazza del Duomo i lavori di restauro del Museo delle Sinopie per ripristinarne la piena funzionalità, al di là della questione bancarelle. E poi di recente sono stati inaugurati i sotterranei del Bastione Sangallo al Giardino Scotto, un altro spazio che ben si presa per allestimenti museali ed eventi culturali.
Il forum promosso dal Tirreno ha permesso anche di svelare delle anteprime.
Cominciamo con la presidente del sistema museale dell’ateneo pisano Maria Carmela Betrò: «Si può innovare partendo dai percorsi noti come la stessa Piazza dei Miracoli. Noi, ad esempio, stiamo creando un polo museale di realtà prima inaccessibili: collezioni archeologiche, egittologiche, di anatomia. Si attuerà a partire dal 2014 ed avrà come sede l’Orto botanico, con ingresso da via Roma. Ci saranno servizi per i visitatori, librerie, caffetterie».
Assessore Danti, l’Università è al lavoro. Ma il Comune sta davvero pensando ad un Museo della Città? Strano per una realtà come Pisa non averlo...
Danti: «Confermo che ci stiamo pensando, come naturale sviluppo degli Arsenali Repubblicani, Torre Guelfa e Sostegno. Gli Arsenali Repubblicani, nella zona della Cittadella, sono uno dei progetti Piuss in corso. Nell’ambito di “Pisa2015” c’è poi il recupero della vicina Torre Guelfa e del Fortilizio. Terzo elemento il Sostegno, edificio di proprietà della Provincia che il Comune intende acquisire. Sarebbe quindi un Museo della Città “diffuso” e con la particolarità di essere a cavallo dell’Arno, collegato dal ponte della Cittadella».
Parentesi doverosa e interessante. Ma riprendiamo con i temi del forum.
Una delle questioni da anni più dibattute è se davvero manchi, e sia utile, una cabina di regia. Si parla di tavoli permanenti e l’assessore comunale al turismo ha preannunciato un Piano industriale di settore dove tanti dei temi affrontati sin qui affrontati dovrebbero trovare una risposta.
De Felice: «Un piano strategico ci deve essere. Riguardo al Piano industriale è sicuramente uno strumento che può essere importante. Ma è decisivo sapere chi sarà incaricato di realizzarlo, occorre una figura esperta».
Del Corso: «Non ci sono soltanto i soliti enti, ce ne sono anche altri che dovrebbero entrare fortemente in gioco su questi fronti. Penso anzitutto alla Camera di Commercio, fin qui molto assente».
Bracci Torsi: «Credo sia necessario intendersi sul concetto di coordinamento. E’ utile, certo. Però preferirei gruppi più omogenei, più compatti, che abbiano una maggiore capacità decisionale. Serve una sorta di segreteria operativa».
Matteoni: «Sono d’accordo riguardo a quest’ultima idea del coordinamento: un lavoro più tecnico è quello che serve».
Danti: «Mi convince: al posto dei super-tavoli di discussione, meglio individuare alcuni soggetti e lavorare concretamente».
Tutto questo si riferisce alla “mente”, alla cabina di regia. Ma perché la cultura sia fruibile occorrono anche “braccia” e disponibilità. Ricordiamo il caso del Museo di San Matteo chiuso qualche domenica fa per mancanza di personale. Possibile impiegare il volontariato? E come?
Bracci Torsi: «Sono favorevolissimo. A Londra ci sono i pensionati che fanno i biglietti e per due ore danno le indicazioni in cambio di pochi pounds. A Palazzo Blu abbiamo usato molto le cooperative di giovani. L’Università ha gli studenti che potrebbero essere coinvolti».
Betrò: «Da parte dell’Università una collaborazione in questo senso è possibile».
Del Corso: «Credo che potrebbe essere uno strumento di crescita e sociale. Spesso chi svolge questo servizio è anche orgoglioso di farlo. Un aumento per aumentare, e recuperare, il senso di identità e di appartenenza alla città».
Matteoni: «Sarebbe sicuramente una soluzione, ma ci sono anche limiti di flessibilità nell’impiego di certe soluzioni che derivano da un sistema legislativo nazionale arretrato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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